Ci siamo, il fatidico 14 settembre sta per arrivare, si ricomincia (forse), si torna tra i banchi (si, ma quali?), si riprendono le attività scolastiche (ma come?), si riparte (e se poi ci rifermano di nuovo?).

Diciamoci la verità, il momento che viviamo è caos ovunque.

Siamo sul chi va là per gli aggiornamenti sanitari e ogni ambiente lavorativo ne risente, quello della scuola compreso. La scuola cerca di fare il possibile, immaginiamoci il lavoro immane che ci sta dietro, non partiamo all’attacco subito.

Le informazioni che arrivano possono essere frammentate, insicure, mutevoli, ma come incerto è il nostro tempo adesso. Quindi diamoci pace.

Questo è il fatto, ma non stiamo qui a parlare di politica, siamo qui a parlare di BENESSERE DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE.

Facciamoci un esempio forte, ma facciamolo. Se fossimo in tempi di guerra oggi, come hanno vissuto le nostre nonne, con le bombe sopra la testa, il coprifuoco, il terrore di morire ogni giorno, la difficoltà a mangiare, nascondersi, paura, ma esistesse ancora la linea internet, Casa Safina continuerebbe a scrivere. 

Non vi parlerebbe di come fermare la guerra, figuriamoci, ma saremmo ancora qui a offrirvi spunti per trovare gioia e serenità anche in mezzo alle bombe.

Questo per dirvi cosa:

A meno che non siamo attiviste, rappresentanti politiche o sindacaliste, rappresentanti di classe o di Istituto, proviamo a fermare la polemica sterile delle nostre lamentele al gruppo chat di classe, alla maestra, al vicino di casa, alla migliore amica o a chissà chi.

Concentriamoci su cosa davvero possiamo fare per i nostri figli, in questo momento.

Perché non potremo decidere quali banchi useranno in classe, se ci sarà o meno il plexiglas, quanta didattica a distanza toccherà ai nostri figli da qui a giugno prossimo.

Ma possiamo decidere con che stato d’animo torneranno in classe i nostri bambini e bambine, ragazzi e ragazze.

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1. Preparare la cartella con lo stesso entusiasmo di sempre.

Scegliendo quaderni bellissimi, astucci nuovi, o riprendendo in mano quelli vecchi, controllando ogni matita, pennarello, evidenziatore, con la stessa passione di sempre.

Andare a scegliere lo zaino nuovo che tanto sognavano, mettere nel cassetto della memoria i grembiuli che non servono più, perché adesso siamo grandi.

La scelta del diario, quello giusto, quello che ci assomiglia.

Insomma, tutta quella serie meravigliosa di preparativi che emozionano i bambini e le bambine ogni volta.

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2. Parlare dell’inizio scuola con lo stesso entusiasmo di sempre.

Ci saranno le mascherine, forse, distanziamenti, probabile, classi autonome, sicuro. Ma questo non deve, lo ripetiamo bene: non deve in nessun modo smorzare il bello di tornare a studiare con i propri compagni e compagne. Perché è un diritto sacrosanto dei nostri figli e figlie il vivere il momento scuola come il loro momento di vita. E allora chiediamo come si sentono, condividiamo paure ma soprattutto felicità, curiosità, voglia di tornare.

Questo vale ancora di più per chi è all’inizio di un ciclo: l’emozione di una nuova scuola non può svanire come i batteri sulle mani igienizzate, deve rimanere! Progettare il percorso autonomo in autobus, immaginarsi le nuove maestre e così via.

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3. Far fluire le emozioni, anche quelle scomode.

Ci sono le nostre paure, ci sono quelle dei nostri bambini e delle nostre bambine, quelle delle nonne, delle insegnanti, etc. Ciascuno ha il suo vissuto, e va rispettato.

Parliamone.

Dobbiamo ricordarci che i nostri figli sono a casa da marzo, hanno tagliato pezzi di socializzazione, vissuto didattiche a distanza più o meno nutrienti, in situazioni familiari più o meno complicate.

Non possiamo dimenticarlo, pretendendo che siano già pronti a ricominciare, che non abbiano angosce, paure, dubbi.

Dobbiamo aiutarli a far emergere i pensieri preoccupati, le ansie, le domande irrisolte. Insieme, con delicatezza, parliamo di cosa sentiamo.

Anche noi mamme, abbiamo bisogno di capire, di rasserenarci, pensiamo soprattutto a chi fa inserimento proprio questo anno. Proviamo a essere clementi con le nostre emozioni, rientrare non è mai tutto facile.

E se ci preoccupa qualcosa parliamone con altre mamme, papà, con le insegnanti. Condividere le sensazioni fa sentire un carico più leggero.

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4. Lasciare che gli ultimi giorni siano sereni.

Se mancano 50 pagine a finire il libro dell’estate pazienza, si vede che è stata gestita male l’estate, obbligarli a finire tutto in 3 giorni adesso non ha senso, si creerà solo un odio verso il rientro a scuola, ci dovevamo pensare due mesi fa quando c’era tutto il tempo.

Quel che è fatto è fatto, sarà un insegnamento per i prossimi anni. Lasciamo vivere ai bambini questi ultimi giorni di vacanza con leggerezza.

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5. Morderci la lingua ogni qualvolta vi parte la lagna, lamentela, polemica sterile sul “eh ma si poteva fare così”.

Se ci sono proposte alternative ne potete parlare con la rappresentante di classe, il consiglio di Istituto, la dirigente chiedendo un appuntamento. Tutto il resto è inutile e assurda lamentela che danneggia il benessere dei vostri figli e figlie. 

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Andiamo, su, la scuola riparte (e meno male!), dobbiamo esserne felici.

La serenità dei nostri figli e delle nostre figlie dipende da noi, impegniamoci al massimo per offrire la guida di cui hanno bisogno!

Anche in tempo di Covid.

Ora chiudi tutto, rilassati

Francesca e Sadia Safina

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