Sono fuori, a zonzo, senza mascherine a bivaccare come sempre. Che facciamo, ci arrabbiamo?

Sono tristi, irascibili, rispondono male. È una novità?

Non so voi, ma noi ne vediamo a grappoli, come fosse estate e loro stessero godendosi le vacanze.

Qualche mascherina tra mento e bocca distrattamente appoggiata c’è, qualcuna ha l’ardore anche di arrivare fino al naso, ma le norme di sicurezza nella Fase 2 sembrano essere poco contemplate dai ragazzi e le ragazze.

E quindi, che si fa?

Li chiudiamo in casa? 

Li leghiamo al letto?

Proviamo a capire meglio:

1. La socialità per l’adolescente è vita.

Ma non inteso come motore per l’apprendimento, come nei bambini e le bambine, molto di più.

Il gruppo dei pari è ossigeno e senza ossigeno si muore. Questo è un elemento specifico di questa fase della vita e proprio gli adolescenti è probabile siano stati più in crisi in questi due mesi.

Magari non l’hanno dato a vedere, ma non avere il confronto, lo scontro, la rissa con i pari è stato come farli soffocare. 

Quindi sì, lasciateli uscire se potete.

Si rischia la salute con loro fuori? Come sempre, del resto. Non rispettano le regole. E cos’è questa, una novità? Spaccano le cose in città, fumano di nascosto, saltano la scuola, tornano tardi, si truccano di nascosto, quando mai un adolescente rispetta le regole? Sono gli stessi adolescenti di sei mesi fa, con gli stessi bisogni di andare contro alla società e gli adulti. Ricordiamocelo, non stanno facendo niente di strano rispetto all’essere ragazzi e ragazze che hanno bisogno di sfidare il mondo dei grandi. Facciamogli capire l’importanza di rispettare le norme, siamo fermi nel ricordare che se non le rispettano non potranno continuare ad uscire in mezzo agli altri. È importante che sentano il nostro braccio forte, a guida, ma senza giudizio.

3. I vaffa sono la norma.

E peggiorano in questa fase.

Ricordate voi a sedici anni, quanta voglia di parolacce avevate? Le parole sconce, offensive e tamarre sono per i ragazzi un modo per andare contro agli adulti, per sentirsi grandi, per sperimentarsi.

È il linguaggio del branco, in cui riconoscersi, fondamentale per crescere.

Immaginate quanto in questo momento gli siano vietate, non hanno tutto quel tempo da spendere con gli amici o le compagne di classe, è come se il loro vocabolario fosse stato bloccato per due mesi.

Quindi, siamo comprensivi con le parolacce, non ne facciamo un caso di stato infuriandoci, ma ricordiamo loro che a casa non si usano. Comprensivi ma non lassisti.

3. Ti amo, ti odio, la vita è figa, la vita fa schifo.

Le montagne russe emotive sono la cifra degli adolescenti.

Sono pura passione, scatti, esplosioni, sono eccesso.

A maggior ragione quando il mondo intorno è un casino, come adesso, e neanche i grandi hanno le risposte.

E dato che i ragazzi e le ragazze in crescita cercano risposte da noi adulti si trovano spaesati.

La conseguenza? Una tempesta emotiva continua, oppure un mare piatto neanche fossimo in mezzo a un lago.

Tutto si amplifica, diventa eccessivo, se sono tristi saranno tristissimi, se sono provocatori saranno in continua polemica, se sono vogliosi di uscire eserciteranno tutto il loro entusiasmo.

Vanno presi per come sono: degli esseri umani in crescita e per questo completamente instabili.

Legatevi bene all’albero maestro, marinai, perché siamo in piena tempesta! E siamo genitori, abbiamo il compito di reggere! Lo dobbiamo a loro.

4. Amore e limiti, come sempre.

Sono i due elementi essenziali per crescere figli adolescenti e vale anche adesso.

Non smettiamo di abbracciarli, anche se siamo stanche, non rinunciamo al “ti voglio bene” sincero, rimaniamo il loro punto fermo, comunque.

E i limiti che gli servono per crescere sono necessari anche adesso. Ricordiamo l’importanza delle mascherine, evitare che stiano tutto il giorno attaccati al telefono, rispettare gli orari, ricordare la distanza fisica essenziale, continuare a spiegare l’importanza del non stare tutti in gruppo appiccicati.

Possiamo consigliare di vedersi in due o tre per volta, di continuare con le videochiamate, di resistere ancora qualche settimana per le girate in compagnia. 

Dobbiamo dargli fiducia, e loro devono guadagnarsela col rispetto, come sempre.

E diamo il buon esempio.

È chiaro che se ho organizzato il mio party per il cinquantesimo con gli amici di sempre per questo sabato sera non potrò certo proibire ai miei figli di vedersi in gruppo con gli amici!

Essere adolescenti in tempi di pandemia non è facile, cerchiamo di essere comprensive/i. 

Passerà, ma per loro non passano mesi di un anno come tanti, per loro stanno passando attimi di vita preziosi, stanno perdendo momenti unici: il diciottesimo, il primo saggio di musica, l’esame di terza media, i tredici anni, la prima cotta, la litigata storica con l’amica, il primo concerto rock, la prima estate soli con gli amici, il corso di skate.

Ora chiudi tutto, va, abbraccia stretto!

Francesca e Sadia Safina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *