Non esiste più la sveglia delle sette, le colazioni in tempo record e la corsa giù dall’auto per entrare a scuola prima che suoni quella campana! Le chiacchere in cortile, la ricreazione, gli sguardi complici in classe, entrare alla seconda ora. Tutto sparito.

I bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze non vanno più a scuola ormai da diverse settimane e l’unica cosa che hanno è la DAD (non c’entra il papà in inglese, è la Didattica a Distanza).

Cari babbi e care mamme, il sacrosanto diritto allo studio e alla crescita, alla conoscenza, non lo ferma nessuno, ci fa un baffo il COVID 19!

CI STIAMO ADATTANDO AL CAMBIMENTO?

Gestire le novità richiede tempo, calma e pazienza.

RILASSIAMOCI UN MOMENTO. 

Per bambini e bambine non andare a scuola = vacanza. Senza se e senza ma. 

Si sentono in vacanza, e questo complica. Ma è inutile incaponirci, per loro è difficile.

Abbiamo una realtà, da una parte, e dall’altro lato il pensiero dentro di loro. 

Soprattutto per i più piccoli è difficile capire le ragioni dei grandi.

Sappiamo bene che la scuola non è al primo posto delle preoccupazioni, c’è ben altro da trasmettere ai nostri figli. Anche la scuola, certo, ma fra le ultime cose. 

Nessuno è avanti e nessuno è indietro. Avanti da chi? Indietro da chi? Non ci sono gare a premiazioni, viviamo il tempo di casa in modo ciascuno diverso.

Sopravvivere in breve:

– Organizzazione. Precisa ma non soffocante

– Affettività. Siamo noi a colmare le relazioni che mancano a scuola

– Rispetto. Non siamo noi i professori, restiamo comunque genitori.

Organizzazione

C’è un tempo che va comunque organizzato in una nuova routine. Obbligatoriamente. I nostri figli ne hanno bisogno per non sentirsi spaesati, per sapere che i genitori sono ancora al comando della nave, come sempre.

Chi si alza per la sveglia dello smartworking, chi si alza senza sveglia in modo naturale, ognuno un ritmo proprio, in casa. Ma che ritmo sia.

Facciamo la sacra colazione con calma e poi arriva il “tempo studio”: un’oretta per i piccoli, per i più grandi due? Ok, può bastare. Ma se c’è anche la connessione in videoconferenza con le insegnanti? Bene, seguiamo le indicazioni, ma allora diminuiamo il tempo studio.

La mattinata è finita. Dopo pranzo possiamo cercare un’altra oretta da dedicare al lavoro scolastico, due per i più grandi.

Affettività

Sia chiaro, non è scuola. E loro lo sanno meglio di noi. Lo sanno benissimo, siamo noi che non capiamo e pensiamo che sia lo stesso, che la DaD sia “fare scuola”. No. È fare istruzione. 

È un lavoro totalmente diverso, manca l’emotività della relazione. 

E questo, ora più che mai, dimostra quanto l’apprendimento passi in una grandissima parte (diremmo tutta!) attraverso la relazione, attraverso l’affettività, attraverso gli sguardi, le risate, le brontolate, tutto, di sicuro attraverso un contatto di amore e affettività che mescolato alla motivazione produce un effetto magico: la passione per ciò che l’insegnante propone. 

Sta tutto qui. La relazione, l’affettività, il contatto, l’abbraccio, lo sguardo accogliente… con scritto dentro il vero “VA TUTTO BENE! RIPROVIAMO, CI SI FA!”. 

MANCA QUESTO ADESSO, INSOSTITUIBILE DALLA DAD. 

La didattica a distanza è un insieme di nozioni, cari genitori, tutto il resto della pozione ce lo dobbiamo mettere noi. 

Rispetto

La connessione salta, i prof mandano informazioni frammentate, non ho abbastanza Giga, il computer serve alla mamma? Lo sappiamo, è complicato.

La nostra scuola si è trovata impreparata a tutto questo, noi famiglie siamo impreparate. Siamo in un mondo nuovo, dobbiamo avere pazienza, comprensione reciproca, non si può pensare che sia perfetto. 

Lamentarci, fare polemiche sterili, arrabbiarsi con le insegnanti non ci aiuterà. Cerchiamo il dialogo, proviamo a fare il meglio con ciò che abbiamo. Se riusciamo a capirci, i nostri figli non saranno distrutti dalla Dad in questo momento. 

Se ci sono problemi parliamone, ma proviamo sempre a fare il possibile. 

Regaliamo ai vostri figli il diritto allo studio insieme alle insegnanti, al meglio che possiamo.

Adesso serve una collaborazione totale, facciamolo per loro! Serve tutta la nostra passione e il nostro impegno, dobbiamo sostituire gli abbracci degli insegnanti, i loro sguardi, le loro risate, i loro occhi, le loro mani, le risate con i compagni, le litigate con le compagne. Magari distratti dal nostro smart working!

Lo sappiamo, è difficile, difficilissimo, ma lo abbiamo detto tante volte: AMORE INCONDIZIONATO. Proviamoci. 

Accogliamo i vostri figli, nei loro errori, nella loro svogliataggine, nel loro “lo faccio dopo”. 

Non giudichiamoli, la vita a scuola manca a tutti.

Mettiamoci accanto con pazienza e amore, prendiamoci le pause giuste, prendiamola a ridere, stiamo vicino ai nostri bambini e alle nostre bambine, per loro è difficilissimo trovare una motivazione profonda. Per loro è vacanza, tutto questo non ha senso, se non glielo diamo noi.

Ma lasciamo anche gli spazi giusti, lasciamogli l’autonomia, non corriamo a ogni “non mi riesce”, non sostituiamoci al loro impegno. 

Consigli pratici per i piccoli:

Copiamo i compiti dati dalle maestre su un foglio, evitiamo di tenere sempre acceso il tablet o il telefono.

Lasciamogli organizzare la gestione dei compiti, non forziamoli a fare una materia prima di un’altra, accompagniamoli nella scelta e aiutiamoli a capire quando sono troppo stanchi. 

Lasciamo tanto tempo libero, senza tecnologia, a sperimentare in bagno, costruire, inventare, pitturare. La fantasia non può andarsene proprio adesso!

Consigli pratici per i grandi:

Lasciategli la giusta privacy per le lezioni online, una stanza tutta per loro. 

Permettetegli di alzarsi in autonomia, compatibilmente con gli orari della didattica online.

Consolidate la loro autonomia, il fatto che siano a casa non vi dà il diritto di immischiarvi nei loro compiti come fossero bambini di prima elementare!

Mano nella mano, trovando la forza più nascosta, avanti!

Francesca e Sadia Safina

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