Possiamo dire Buona Pasqua? Possiamo autorizzarci a tirare un sospiro, a sorridere un po’, ad essere positive/i?

E come possiamo affrontare questo pranzo di Pasqua? Come ci sediamo a tavola?

Sarà una Festa più vuota, con meno posti a tavola probabilmente, con meno schiamazzi, meno grasso che cola.

Non possiamo muoverci di casa, è un fatto, non possiamo andare dai parenti o al mare spensierati. Siamo a casa.

E allora noi ce la siamo immaginata in tre modi, che facciano pensare, che si possano scegliere a seconda delle esigenze, che ci permettano di divertire i bambini e le bambine anche domani (oltre alle tradizionali cacce alle uova per casa!).

Pasqua n.1 “Tutti invitati”

Ci spaventa essere in pochi a tavola? Ci fa paura l’idea di non avere tutta la famiglia con noi? Se abbiamo bambini o bambine piccole è la scusa buona per organizzare un Pasqua Party.

Come si gioca: prepariamo un invito ufficiale, se i nostri bambini e bambine sanno leggere, per tutti i loro amici speciali. Qualcosa tipo “Domani è Pasqua, tutte le amiche e gli amici possono partecipare, saranno i benvenuti!”.

Prepariamo la tavola normalmente per noi umani e poi prepariamo un paio di sedie (o di postazioni) adatte ad accogliere gli ospiti dei nostri figli. Che siano peluche, macchinine, bambole, supereroi, tutto ciò che i nostri figli avranno la gioia portare a tavola.

Se possibile inventiamo anche piattini e posatine speciali, così da rendere verosimile la partecipazione alternativa!

Improvvisamente avremo una tavola ricca di ospiti e i nostri figli molto felici!

Pasqua n. 2 “Inviti speciali”

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Per i bambini e le bambine dai 6 anni in su possiamo divertirci a invitare uno o due personaggi famosi. Il cantante preferito, il supereroe del momento, il calciatore più amato.

Possiamo chiedere loro di disegnare la faccia dell’ospite e metterla su una sedia intorno al tavolo, e trascorrere il pranzo come se lo avessimo davvero come ospite. Per i più grandi possiamo immaginare di far mettere anche una musica adatta in sottofondo, possiamo chiedere che interpretino loro alternativamente il personaggio.

L’obiettivo di questo gioco è divertirsi e trascorrere un pranzo di Pasqua alternativo!

Pasqua n. 3. Col cuore in mano

Non è detto si abbia voglia di giocare e di scherzare, per qualcuno di noi questa Pasqua può essere un momento molto doloroso e pesante, e non dobbiamo costringerci a bivaccare se non ci va.

Possiamo proporre una Pasqua di riflessione, di preghiere, di solennità.

Possiamo ascoltare le nostre voci, raccontarci le sensazioni strane di essere soli a pranzo, di non avere i nostri cari vicino a noi.

Possiamo comunque decidere di telefonare, fare videochiamate ad amici e parenti lontani, possiamo creare un filo che ci lega, col cuore.

Ma non è detto che ci vada per forza di riempire i posti vuoti, perchè ciascuna famiglia ha il suo sentire, e dovrebbe essere rispettato.

E allora celebriamo quei posti vuoti, accogliamoli, celebriamo l’amore che ci unisce a chi oggi è lontano.

Si può stare lontani con i piedi, ma vicini col cuore.

Che scegliamo di accogliere nuovi ospiti, di trascorrere il pranzo in videoconferenza, di starcene da soli, ricordiamo che i nostri bambini e le nostre bambine hanno il diritto di esprimere le emozioni e i desideri, esattamente come noi, accogliamole e proviamo a trascorrere una Pasqua al meglio di ciò che possiamo.

Per loro è Pasqua comunque, con o senza il Covid 19.

Francesca e Sadia Safina

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