Giochi e attività divertenti per famiglie felici. E se in famiglia non si sta bene? E se con i miei figli è sempre una guerra?

In questo caso l’isolamento in casa può sembrare una condanna, più che tempo bello da passare insieme.

Non possiamo risolvere delle relazioni in 3 settimane, è ovvio, ma possiamo cogliere l’occasione per seminare qualcosa di diverso.

Sì, perché queste settimane ci obbligano a vivere qualcosa di nuovo, di mai vissuto prima dalle nostre generazioni, dandoci l’occasione di cambiare qualcosa.

Che i nostri figli abbiano 4, 7 o 13 anni, non cambia molto.

1. PROVIAMO A ENTRARE NEL LORO MONDO

Ascoltiamo le canzoni che ascoltano, sediamoci accanto a loro in terra, sul letto, sul divano mentre giocano. Mettiamoci alla loro altezza, avviciniamoci.

Abbiamo tempo, non c’è fretta in questi giorni.

Se i più grandi si rifiutano, riproviamoci domani, con più dolcezza. Se vi avvicinate col cuore prima o poi vi lasceranno entrare.

Sediamoci accanto sul divano, mentre guardano il loro cartone animato preferito, senza telefonini in mano.

Non c’è dialogo? Non importa, stiamo vicini nella stessa stanza, anche in silenzio. Facciamo sentire la nostra presenza, anche sembra che non ci capiamo. 

2. DIAMOCI TEMPI MORBIDI

Se siamo obbligati a stare a casa non significa che dobbiamo stare a forza tutto il giorno insieme.

Lasciamo libertà di gestione del tempo, specie per i più grandi, che vivano la loro dimensione di autonomia, senza giudicarli o rimproverarli perché sono sempre chiusi in camera.

Ognuno di noi ha diritto al suo tempo privato, anche in casa. Organizziamoci bene con le stanze, anche se non viviamo in un castello! Questo vale anche per noi genitori, spieghiamo ai nostri figli che in alcuni momenti siamo in bagno, da soli, oppure in camera tranquilli a leggere un libro e loro possono leggere in autonomia, guardare un film in salotto.

Non esigiamo che tutto venga fatto come sempre: la colazione sarà più lunga, lavarsi sarà più lungo, anche andare a letto può essere dilungato, divertendosi di più.

Proviamo ad essere più flessibili.

3. SFRUTTIAMO AL MEGLIO I PASTI

Specie per chi ha figli grandi, un buon momento per stare bene insieme è a tavola.

Mangiare è una tappa fondamentale per le giornate, rendiamolo un momento sereno.

Spengiamo la tv, leviamo i telefoni (a tavola dovrebbe essere una regola sempre attiva!) e proviamo a parlare. Loro non rispondono? Manteniamo la dolcezza, raccontiamo noi qualcosa, non molliamo. 

Condividiamo le scelte del cibo, quando è possibile. Lasciamo che un pasto sia decido da loro, saranno più coinvolti! Proviamo a cucinare insieme, o lasciamo cucinare i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze. Non sarà il pasto del nutrizionista, ma ci sarà divertimento!

4. POCHE REGOLE MA SALDE

Le regole di base devono rimanere, sempre.

Non possiamo smettere di lavarci i denti, smettere di usare parole gentili e rispettose tra di noi, smettere di fare i compiti o stare al tablet sedici ore al giorno.

Le regole di base restano, inamovibili.

Sono le altre regole che troveranno un respiro diverso, quelle accessorie (come ad esempio i tempi, più larghi, sia per giocare che per stare alla tecnologia; il vestirsi di prima mattina, possiamo lasciarli stare in pigiama qualche volta; telefonare alle amiche e agli amici più spesso; etc). Ridefiniamo le regole base, scriviamole se serve.

E inventiamo tutti i cambiamenti per il resto.

5. FACCIAMO QUALCOSA DI DIVERSO

Per non innescare le solite dinamiche di liti, di urla, di difficoltà, proviamo a fare qualcosa di diverso: cambiare un’abitudine dentro casa (ad esempio, perché non proponete di cenare sul divano stasera?), cambiare il nostro tono di voce, proporre qualcosa di molto schifoso, insano ma buonissimo per pranzo, etc. Pensate a cosa fate di solito e cercate di farlo diversamente. Questo aiuta ad allentare la tensione e a stare insieme in modi nuovi.

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Dedicato ai genitori di adolescenti

Francesca e Sadia Safina

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