Scuole chiuse, i bambini chiedono, i genitori annaspano, che si fa?

È un momento storico difficile, a cui siamo impreparati (come lo sono i medici, i politici, i giornalisti).

Proviamo a fare il punto, a capire cosa possiamo fare per affrontare al meglio, come genitori, queste settimane complicate. 

Per i genitori

1. NO LAMENTARSI

Passare le giornate a lagnarsi, piangersi addosso, avercela con il virus, i vicini, i runner, la politica, i medici, i giornalisti, e metteteci chi vi pare, non serve a niente. La situazione è questa, è precaria, cambiano direttive ogni giorno, accettiamolo! Fidiamoci di uno stato che cerca di fare il meglio che può per i suoi cittadini e cittadine, ascoltiamo le indicazioni ufficiali che ci vengono date. Non possiamo cambiare le cose, lamentarsi aiuterà solo a viverla male.

2. INFORMAZIONE AL PUNTO GIUSTO

Vietato tenere la tv accesa sulle notizie tutto il giorno, togliete le notifiche dei giornali online, smettiamo di restare collegati ogni minuto! Una o due volte al giorno leggiamo le notizie dalle fonti ufficiali, dal Ministero, dalla Regione, non abbocchiamo ai titoli sensazionali dei giornali! Informazioni dosate con equilibrio: per il resto del tempo le notizie stanno spente.

3. ALLARME SI, ALLARMISMO NO

Stiamo vivendo qualcosa di mai vissuto negli ultimi decenni, non siamo preparati emotivamente, quindi è naturale ingigantire la percezione: ciò che è nuovo e sconosciuto spaventa. Il covid-19 è un virus importante, le persone si ammalano, alcune muoiono, così come succede da secoli per altri virus, malattie, incidenti e cause di morte che viviamo come esseri umani. 

4. PERCEZIONE E REALTA’

Non sono la stessa cosa. La percezione di un pericolo non è il pericolo stesso. Ricordiamoci che la nostra mente filtra qualsiasi informazione a seconda dell’esperienza, dei meccanismi interni, delle influenze esterne.  

5. FOCALIZZIAMOCI SUI DATI POSITIVI

Dal covid-19 si guarisce, nella grande maggioranza. Abbiamo una scienza medica molto evoluta e ci darà risposte anche stavolta, dobbiamo avere pazienza. Abbiamo condizione igieniche come mai prima nella storia, siamo gli umani più puliti del mondo (abbiamo pure il bidet!), nonostante si siano ammalate decine di migliaia di persone, ricordiamoci sempre che in Italia siamo 60 milioni. Nel passato i virus così violenti avrebbero potuto colpire anche un terzo della popolazione (oggi vorrebbe dire venti milioni di persone), e oggi invece non sarà così. Grazie alla medicina e allo stare chiusi in casa.

6. STIAMO LONTANI DA TERRORISTI E ANGOSCIATORI

Amici, parenti, vicini terrorizzati che terrorizzano gli altri, scansateli! Non ci serve accrescere l’allarme, la paura, è inutile gonfiare le angosce. Parlarne sì, ma per condividere informazioni corrette e rassicurarci. Stiamo alla larga da chi emette energie negative!

Per i bambini e le bambine

1. SCEGLIERE LE INFORMAZIONI DA DARE

È inutile caricarli di troppe informazioni, specie i più piccolini. Ma è sbagliato anche non darne affatto, perché poi gli arriveranno da altre fonti e non possiamo controllarle. Diamo ai bambini informazioni semplici, chiare e vere.

2. I BAMBINI RESTANO BAMBINI

Sia che mamma o papà vadano o non vadano al lavoro in questo periodo, è fondamentale che i bambini continuino a fare i bambini. Giocare, leggere, studiare, divertirsi, trascorrere del tempo leggero, stare all’aria aperta quando possibile nei propri terrazzi, cortili. Dobbiamo far sì, nei limiti del possibile, che continuino a sentirsi liberi di essere bambini, anche se certe condizioni intorno in questo momento sono cambiate.

3. COERENZA

Se ho paura, se ho l’ansia, se sto al telefono allarmata tutto il giorno non posso dire loro “non c’è niente di cui avere paura”, perché così non ci capiscono più niente. Meglio dire “abbiamo un po’ di paura, ma sappiamo che le cose si risolveranno, ma sappiamo che i medici faranno un ottimo lavoro”. Se ci vedono tranquilli e beati come se nulla succedesse, come se fosse tutto uguale a un anno fa, li stiamo prendendo in giro. Bene la serenità e la vita normale, ma non facciamo finta che il problema non esista perché dei cambiamenti in atto ci sono e ci saranno. 

4. IL DOVERE DI ESSERE POSITIVI

Siamo genitori, siamo il loro riferimento principale, dobbiamo essere portatori di positività. Vuol dire promuovere speranza, rassicurare, essere certi che andrà bene, che i dottori ci aiuteranno se ci sarà bisogno, che è solo un momento difficile ma poi passerà. I bambini e le bambine devono sentire in noi la certezza che le cose si aggiustano, hanno bisogno di credere nel futuro. 

5. LA PAURA NON CI FA PAURA

Se emerge la paura non la sminuiamo, riconosciamola e accettiamola. “Capisco che ti preoccupi, ma ci sono gli adulti che se ne stanno occupando”. Evitiamo di dire “non preoccuparti”, perché non ha senso. Pensiamo piuttosto a diminuire la preoccupazione e la paura, a farla abbassare, rispettandola. (Potete leggere di più sull’importanza del “Ti capisco” QUI)

COSA DIRE:

C’è questo virus, è come un mostriciattolo piccolissimo, più piccolo di un granello di sabbia, che entra nel corpo e fa venire la febbre e a volte una tosse forte.

Nel nostro mondo è normale incontrare mostriciattoli, alcuni sono buoni, altri birbanti/furbetti e quando li incontriamo poi impariamo a mandarli via con le medicine, come facciamo con i vaccini per esempio. 

In questo momento i dottori sono preoccupati perché questo mostriciattolo è nuovo, non lo conoscevano finora, quindi stanno studiando per mandarlo via e guarire chi lo prende. E ci vuole del tempo, come quando tu studi a scuola, non si impara tutto subito. Ma i dottori ci stanno mettendo tanto impegno, in tutto il mondo, tutti insieme. 

Se ci ammaliamo tutti insieme gli ospedali non hanno posto, per questo chiedono di stare a casa, di non andare a scuola, perché questo mostriciattolo passa tra di noi, e se stiamo più isolati non ha nessuno a cui passare e dopo un po’ va via.

Seguiamo le indicazioni che ci danno i dottori (starnuto nel gomito, lavarsi le mani etc, ripassiamo le regole finché non le imparano) e aiuteremo il mostriciattolo ad andarsene. 

La paura è un’emozione normale di noi esseri umani, specialmente quando succede qualcosa che non capiamo, che non conosciamo, nuova. Non dobbiamo cancellarla, può capitare di avere paura, io un po’ ne ho in questo momento. Dobbiamo accettarla, siamo umani. E per farla passare scopriamo tutte le cose buone che stanno facendo i dottori, tutte le belle cose della nostra vita che ci ricordano quanto sia bello essere in questo mondo! Pensiamo a divertirci, durante il giorno, così non pensiamo alla paura. E se a volte ti spaventi fermiamoci, e parliamone, fammi tutte le domande che ti vengono in mente, e se non so la risposta la cerco e poi te la dico.

Ma qualcuno muore?

Sì, può succedere. La morte fa parte della nostra vita, non dobbiamo vederla come un nemico, è parte di noi umani. Ti ricordi il nostro cane/la nonna/nonno/zio che non ci sono più? Fa parte di noi. Tutti moriamo prima o poi, ma di solito mamma e babbo muoiono da vecchi, non ti devi preoccupare adesso. 

E se mi ammalo? E se ti ammali tu?

Ci curiamo, i dottori sono bravissimi e se anche ci ammaliamo loro ci curano, e poi stiamo di nuovo bene. 

Perché non possiamo andare a scuola adesso?

Chiudere le scuole aiuta a scacciare il mostriciattolo, perché lo lasciamo da solo, ce l’hanno detto i dottori. Staremo a casa a fare tante belle cose, ci organizziamo con i nonni, con altre mamme, troveremo il modo di divertirci, guarderemo qualche cartone animato in più, etc. 

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Francesca e Sadia Safina

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