La festa amatissima o odiatissima sta arrivando!

Lo sappiamo, non è nella nostra tradizione culturale, è vero, ma cinquant’anni fa non lo era nemmeno Babbo Natale, da noi passava la Befana a portare i doni, quindi… ANDIAMO AVANTI!!

(Volete sapere di altre tradizioni culturali non nostre ma che ci piacciono un sacco? Il sushi, il panino del Mac Donald, la Quinoa, il capodanno il 1 gennaio (che a Pisa e Firenze prima del 1600 si festeggiava il 25 marzo!)… AVANTI!)

(Che poi feste pagane intorno ai morti ne abbiamo da sempre anche in Italia in forme diverse da regione a regione quindi, ancora, AVANTI!!!)

Ecco 5 ragioni per cui, secondo noi, Halloween è una bella festa e merita di essere festeggiata:

1. Ci permette di esorcizzare la morte.

La morte, il dolore, sono temi che i bambini vivono solitamente con serenità, siamo noi adulti a vivercela male, ad averne paura.

Crescendo la morte diventa spaventosa, un tabù, anche se sappiamo bene come sia qualcosa di naturale e presente inevitabilmente nelle nostre vite. Quindi questa festa, che è vicina alla ricorrenza dei morti, ci permette di prendere in giro la nostra vulnerabilità, il non essere immortali.

Non come la nostra festa tradizionale, in cui si ricordano insieme i defunti con mestizia e solennità, ma in modo più scherzoso, irriverente, scanzonato.

E può fare solo bene, a noi e ai nostri figli e figlie.

2. Ci allena alla paura.

La paura è un’emozione come le altre, è naturale, ma spesso noi adulti la cancelliamo perché ci sentiamo di dover fare “gli adulti”, e i bambini non imparano a viverla, vengono bloccati, sminuiti, derisi. Invece anche noi abbiamo paura.

E quindi che bello avere una festa che ci ricorda che possiamo provarla, anche insieme ai nostri bambini, sperimentarla in modo giocoso.

3. Permette di sperimentare altre identità.

Così come il carnevale anche Halloween offre ai bambini e alle bambine l’occasione di trasformarsi, di travestirsi.

Permette di sentirsi “più forti” del solito, “più cattivi”, “più schifosi”. Permette, insomma, di tirare fuori lati di sé poco esplicitati, oppure di esprimere qualità molto distanti da noi ma che, per una notte, possono essere interpretati e vissuti attraverso il costume pauroso.

4. È un’occasione per vivere del tempo insieme.

Con i coetanei, con la famiglia, preparando i vestiti (meglio che comprarli!), scegliendo con cura le caramelle, preparando i pop corn o il cestino da portare con sé.

Nelle nostre vite frenetiche è un modo in più per stare insieme (come ce ne possono essere molti altri ovviamente), in modo diverso e divertente.

5. Una festa è sempre una festa!

Scuola, sport, orari stretti, corse continue, voti: quanto è faticosa la vita di un bambino o di una bambina? Ai bambini piace giocare e quindi, dopotutto, una festa in più è un modo fantastico per aggiungere divertimento ai più piccoli.

Consiglio finale:

Non obbligate i bambini o le bambine ad attività paurose se non se la sentono.

Se andare dentro la casa stregata li terrorizza, non obblighiamoli ad entrarci per forza (abbiamo parlato di paura, che è giusto affrontare, non di terrore e angoscia!).

Se quella maschera li fa piangere, cambiamo strada e accettiamo il loro spavento.

È bello confrontarci con le paure, a patto che si sia guidati con cura da un adulto capace di riconoscere i confini del bambino.

No forzature, no costumi ingestibili, sì al divertimento e allo spasso!!

E adesso chiudi tutto, organizza la festa!

Francesca e Sadia Safina

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