Neonato, appena uscito dall’utero della madre, primo bisogno essenziale: inserimento sostanze nutritive essenziali per la sopravvivenza. E da dove lo prende il nutrimento?

Quale parte del corpo genera sostanza nutritiva per bambini appena venuti al mondo?

Due oggetti morbidi, rotondi, vicinissimi al viso (per essere guardati), in mezzo alle braccia (per essere coccolati). Pensateci bene, perché la natura non fa mai niente a caso: il primo nutrimento fondamentale per la sopravvivenza dell’essere umano ce lo fornisce in posizione strategica per trasmettere amore.

Non su un ginocchio, no di fianco, no dalle mani. Il seno che genera nutrimento è fatto per generare amore, attivamente.

Quindi mangiare, ce lo spiega la natura, è amarsi.

E allora perché poi l’alimentazione perde il suo valore di nutrimento?

Perché ci facciamo fregare dai biberon dati distrattamente, perché ci facciamo sedurre dalle pappette già pronto nel barattolino che… clic! Perché ci abbandoniamo a tutti i prodotti industriali buttati in padella senza un minimo d’amore, perché mangiamo distratti, coi telefoni in mano, senza condivisione, con la guerra nel piatto?

Perché sedersi a tavola diventa un problema?

Perché ci scordiamo l’amore.

Perché dimentichiamo che le nostre relazioni importanti, nella vita, passano anche da lì, sono veicolate dai piatti lasciati pieni, dagli occhi altrove, dai piatti freddi.

IL VALORE DEL PASTO

Diamo amore ai nostri figli e alle nostre figlie, e se alcune sere torniamo troppo tardi per cucinare insieme qualcosa di buono tiriamo fuori qualcosa dal congelatore, ok, va bene, ma i giorni in cui possiamo dedichiamoci a preparare qualcosa con la nostra famiglia, dedichiamoci del tempo, scegliamo il week end per cucinare cose buone, mangiamo insieme, seduti comodi e tranquilli.

E se a tavola la guerra continua ripensiamo ai nostri rapporti, prendiamoci cura con gli abbracci, addolciamo le nostre giornate, rallentiamo le nostre settimane.

Perché l’amore quando ricomincia a sciogliersi nelle coccole, ritorna anche nei piatti.

E quindi amiamoci, ogni giorno, che non passi una sera senza essersi detti “Ti voglio bene” con le braccia che ci stringono insieme. E facciamo sì che il cibo continui a essere un momento di gioia, di scoperta insieme, di gusti diversi e condivisi, di esplorazioni continue.

Cucinare insieme è una potente medicina:

Che sia un purè, un risotto o un brasato, una pizza, dei panini o un uovo affrittellato. Mettere il sale, girare il cucchiaio, riempire una pentola con cura, accendere il gas. Ai bambini basta davvero poco per sentire la magia!

Via adesso, chiudi tutto, cucina!

Francesca e Sadia Safina

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