“Ma come non lo fate il secondo?” “Da solo è troppo viziato!”. Luoghi comuni come questi ci riempiono le orecchie e ci spaventano nel crescere i nostri bambini e bambine serenamente.

E ALLORA PARTIAMO DA DUE PUNTI CARDINE:

1-i figli unici non sono bambini viziati così perché lo dice il manuale.

2-non si figlia per far sentire il primo meno solo (non servono dame di compagnia!)

Desiderare un secondo figlio così il primo non si sente solo, questa no, per piacere!

I bambini passano più tempo a scuola con gli altri coetanei che in famiglia con i fratelli e le sorelle!

E poi quando due fratelli frequentano la stessa scuola, giocano fra sé? Non è detto, non sempre!

COME STANNO LE COSE

Il bambino che ha i genitori tutti per sé, instaura un legame molto più stretto con questa coppia di adulti rispetto ad un bimbo/a con fratelli, ma ha anche tutte le attenzioni dei genitori, è inevitabile.

Figli viziati ci sono in tutte le famiglie, non cambia quanti siamo!

Il trucco sta nel tipo di relazione che si costruisce via via con un figlio unico, la relazione dei genitori, lo stile di educazione, questo conta. L’attaccamento forte ai genitori, che poi diventerà probabilmente un forte senso di protezione da parte di entrambi, deve essere progettato in maniera sana per tutti.

Certo un figlio unico forse ha meno occasione per sviluppare alcune abilità relazionali rispetto ai bambini/e con fratelli, scende meno a compromessi nei giochi e nei conflitti, ma ha molte altre occasioni per sviluppare un grande senso di creatività e fantasia, un’abitudine all’autonomia nelle scelte che delle volte i bambini/e con fratelli non hanno.

NON È VIZIARE:

Coccole, abbracci, baci, incoraggiamenti, risate, far sentire amati indipendentemente da tutto e tutti!

NON È VIZIARE:

Organizzare il tempo con altri bambini e bambine. Le relazioni con i coetanei sono fondanti, e dobbiamo incoraggiarle e progettarle noi. I vicini di casa, figli di amici, cugine, nipoti, in ludoteca come al parco. I bambini devono crescere con i bambini, non solo con gli adulti! Quindi impegno!

NO AL SENSO DI COLPA PER IL FIGLIO UNICO!

Chiudiamo le orecchie a tutti i commenti “Ma come lo lasciate senza un fratellino?” “No, via, il secondo ci vuole!”

Buttiamo via i sensi di colpa! Non ci servono!

NO ALL’IDEALIZZAZIONE

Non facciamolo diventare il reuccio di casa, la principessina. Non è un bambino prodigio, è un bambino normale come tutti gli altri, ciascuno con le sue risorse e le caratteristiche speciali. Non rischiamo di farne l’idolo di famiglia, lo costringerà in un ruolo stretto e inscindibile!

COSA FARE:

Concentriamo le nostre energie per uno stile educativo fatto di serenità, leggerezza e creatività! Da questo dipenderà la serenità di nostro figlio, no dal numero di fratelli.

Lasciamo libera/o vostra figlia/o di crescere in autonomia il più possibile, non facciamoli stare chiusi nelle nostre 4 mura di casa trasmettendo loro un attaccamento esagerato a noi e non sano, che si trasforma subito in un triste senso di chiusura agli altri e al mondo.

No all’iperprotezione!

Stabiliamo bene le regole, come con ogni figlio. Ben chiare, precise, un polso solido per loro.

Parliamo con chi ha più figli, ascoltiamo le altre storie, scopriamo le altre abitudini e lasciamoci contaminare dalle buone abitudini!

Aperti! Non chiusi al mondo.

Adesso chiudi tutto, ridi!

Francesca e Sadia Safina

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