A scuola sereni: vi spieghiamo perché i voti sono il giudizio sulla prestazione, e non sulla persona.

La prestazione può essere migliore o peggiore, ma i nostri bambini restano sempre amabili.

“Babbo, però il mio amico ha preso Bravissimo, e io no”

“Lei ha preso eccellente, a me la maestra ha scritto solo ‘più ordine!’ Quindi io non sono eccellente”

E arrivano la tristezza, le lacrime, lo scoraggiamento, la rabbia a volte.

Sapete perché succede questo? Perché nessuno ha ancora spiegato ai nostri figli (e forse neanche a noi!) a cosa servono i voti.

Quando insegnanti di ogni ordine e grado esprimono il loro giudizio sul compito stanno valutando, per l’appunto, il compito stesso.

NON STANNO VALUTANDO LA PERSONA.

Il bambino, la ragazza, non valgono 4, 7, 9, bravo, benissimo, ottimo. Le valutazioni raccontano la performance, giudicano il risultato di una prova.

UN VOTO CLASSIFICA LA PRESTAZIONE, NIENT’ALTRO.

Diciamolo chiaro ai nostri figli e alle nostre figlie:

“Il voto della maestra è sul compito che hai fatto. Non su di te come persona. Tu sei tu, sei un bambino”

“La maestra non ha detto quanto vali tu, ma quanto vale il tuo compito. E stavolta valeva meno perché non ti è riuscito, non avevi studiato abbastanza, non ti sei impegnata o magari eri molto stanca e non ti sei concentrata. Ma tu non cambi di valore, sei sempre tu, meravigliosa”.

 “Capita di sbagliare sai? Tante volte io prendevo 5 a matematica, ma non è che valevo 5. È che il mio imparare la matematica non era sufficiente”.

“Io ti voglio bene sempre”.

Aggiungiamo e sottolineiamo questo concetto.

Se sbagli io non smetto di volerti bene.

Sei amabile anche quando il voto è scarso. Perché il mio amore per te non dipende dagli standard che raggiungi, ma dipende dal fatto che sono tua mamma, tuo babbo, e ti amo per questo.

E proprio perché ti amo incondizionatamente ti incoraggerò a fare meglio, a dare il massimo per te stesso, a metterci tutta la passione che hai.

Ti incoraggerò ad essere tu, il primo soddisfatto di te stesso (o te stessa).

Se i nostri figli vivono 8 ore di giudizio continuo, ogni giorno, è normale che si sentano sovrastati, a volte scoraggiati, specie se non sono i primi della classe.

E allora sta proprio a noi genitori, con dolcezza, fargli vedere una realtà alternativa al voto.

Un riconoscimento della persona, delle sue caratteristiche meravigliose, delle sue doti nascoste, riconoscere l’allegria di nostro figlio o figlia, la sensibilità, la creatività, insomma ogni ingrediente prezioso che ha ognuno dentro di sé.

Dobbiamo essere un porto sicuro per loro, sempre, in ogni ambito delle loro vite.

Anche quando le reazioni della scuola non ci convincono, anche se non siamo d’accordo fino in fondo.

A noi piacerebbe che più che la prestazione si valutassero anche l’impegno e la passione che ci mettono i bambini e le bambine ma, questo si sa, nella scuola di oggi non è così e dobbiamo adattarci a ciò che troviamo. Anche se a casa possiamo continuare a premiare passione e impegno, anche nei compiti.

Adesso chiudi tutto, guarda negli occhi

Francesca e Sadia Safina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *