“Il mio sta tutto il giorno al telefono!”

“Sempre attaccato a quel coso infernale!”

Perché ce ne accorgiamo così tanto in vacanza?

Perché ci crea così tanto fastidio e rabbia?

Quando i nostri ragazzi e ragazze adolescenti non sono in vacanza, quanto tempo passiamo con loro?

Per quanto tempo al giorno abbiamo occasione di stare ad osservarli?

Quante volte interagiamo con loro per progettare e fare cose che a loro possono interessare più delle loro relazioni sui social?

Quanto spesso parliamo con loro di memorie passate, di quando loro erano piccoli, di cose accadute nella loro infanzia, di buffi aneddoti capitati?

Quanto tempo STIAMO DAVVERO con loro?

Facciamoci intanto due domande e vedrete che tante risposte arriveranno da sole, spontaneamente.

In vacanza abbiamo molto più tempo per vederceli accanto.

Per suscitare interesse in loro servono risorse, voglia di vita, allegria, sorrisi, risate, leggerezza.

I nostri figli sono curiosi su tutto, amano ascoltare racconti, amano confidarsi e ascoltare confidenze anche dei genitori.

Sono grandi, non adulti, ma grandi. Non è più come quando erano dei bambini e delle bambine.

La relazione non è una relazione paritaria, ovvio, il genitore non è un amico\a, si sa, ormai questo è risaputo. Ma avere relazioni profonde e significative con i propri figli adolescenti è il lavoro del genitore, insieme a tutti gli altri. Arrivano anche i 13, 14, 15 anni!!!

I nostri figli in vacanza passano molto tempo al telefono. Ok.

Punto 1. Modello.

Se a tavola loro no, nemmeno tu. Se tutto il giorno loro no, nemmeno tu. Questo deve essere chiaro.

Si chiama rispetto reciproco, base di ogni relazione.

Il modello è più forte di ogni chiacchiera.

Punto 2. Capire.

Se capita che i ragazzi e le ragazze lo usano di più, cerchiamo di osservare e capire il perché, prima di giudicare e attaccare la paternale.

Durante un viaggio in vacanza, per esempio, loro lo usano per documentare, per mostrare ai loro amici cosa fanno, dove sono, per condividere momenti emozionanti.

Lo usano per ascoltare musica, quella che piace a loro, per giocare con gli amici anche. Lo usano per connettersi col mondo, come noi adulti.

Lo usano per sentirsi più forti, più fighi, accettati.

Tutto questo va compreso a fondo, perchè solo così comprendiamo chi sono.

Punto 3. Regole chiare.

In vacanza le regole allentano, ma restano.

Riparlate con loro delle due o tre regole sul telefono, esplicitate e ascoltate i loro commenti e state aperti alle loro idee.

Non rimanete rigidi sul trono con il dito puntato, pronti a sentenziare giudizi e accuse! Relax!!!!

Il clima emotivo di tutti aiuta ad affrontare ogni momento, credeteci! Fatevi due risate insieme! Si può, anche durante momenti difficoltosi con i vostri adolescenti!

Quindi, riformulate i patti che devono essere chiari per tutti e scansate le brontolate giornaliere sempre sugli stessi argomenti. Basta una volta, se avete costruito con loro un rapporto di fiducia reciproca.

Punto 4. Libertà.

Lasciamo che la giornata passi serena, evitiamo le risciacquate e le prediche senza né senso né risultati. Creano solo un gran malessere in tutti, musi lunghi, distacco, giornate rovinate, zero risate.

Decise le regole, stop alle polemiche.

Stop al giudizio.

Lasciamoli più liberi.

Punto 5. Curiosità e condivisione.

Chiediamo di ascoltare la musica che sentono, senza poi giudicare i loro gusti.

Chiediamogli di guardare qualche youtuber accanto a loro.

Raccontiamogli cosa stiamo guardando noi, che ci fa così tanto ridere.

I telefoni possono essere degli isolatori sociali, ma anche degli spunti per condividere punti di vista, passioni, relazioni! Sfruttiamoli per conoscerci meglio!

Ovviamente condivisione con rispetto! NO allo stalking o all’invadenza!

Ora chiudi tutto, abbraccia!

Francesca e Sadia Safina

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