Perché fa bene portare bambine e bambine ai musei?

I musei sono parte della nostra identità di umani, poiché nessun altro essere vivente produce arte. L’arte è espressione di interiorità, è racconto del mondo, è passione!

Come possiamo coinvolgere i nostri figli ai musei? E perché è così importante andare insieme nei musei?

(Ovviamente se siamo genitori che si spallano dopo i primi 5 minuti sarà molto difficile che si appassionino loro. Imparate ad amare l’arte voi per primi, loro vi seguiranno a ruota)

Perché portarli?

1. Per riempire gli occhi di bellezza.

La bellezza, nel senso alto della parola, intesa come gusto estetico, ci illumina la mente, fin da piccolissimi.

Siamo bombardati di cose brutte continuamente: città grigie, facce tristi, personaggi dei cartoni con caratteristiche assurde, violenza, telegiornali che trasmettono brutture. L’arte ci insegna il bello, il perfetto, l’imperfetto.

Ci aiuta a distinguere il valore dell’impegno nel creare qualcosa di immortale, di bellissimo, di prezioso.

Ci spinge a cercare la passione nelle piccole cose che facciamo quotidianamente.

2. Per nutrire l’anima

L’arte va oltre gli occhi, l’arte smuove l’anima, emoziona, sposta il cuore. È un linguaggio unico e universale, come la poesia, la musica, la matematica, e dobbiamo farlo conoscere ai nostri figli e alle nostre figlie per offrire loro un cibo per l’anima.

È riduttivo far crescere i nostri figli parlando solo di pasta al pesto, astuccio, pallone, telecomando.

Per nutrire l’anima dobbiamo anche parlare di sfumatura, morbidezza, passione, emozione, sguardo, pennello, scultura, profondità, leggerezza, ascolto, silenzio, meraviglia.

3. Per scoprire il bello delle diversità

Arte antica, arte moderna, contemporanea, non fatevi mancare niente.

Gli occhi e il cuore si nutrono di differenze, di modi opposti per rappresentare la stessa cosa, di punti di vista, di sfaccettature.

Si stimola il loro spirito critico, il loro pensiero divergente, come ci insegna J.P.Guilford, psicologo statunitense, il loro pensiero creativo.  

E questa caratteristica è fondamentale per vivere una vita serena e leggera con gli altri.

4. Per sentirsi parte di qualcosa di più grande

L’arte ci racconta la storia, ci narra il nostro passato e quello delle altre civiltà, ci avvicina alle memorie.

E anche noi abbiamo delle memorie forti del nostro vissuto.

Anche i nostri figli fin da piccoli sfogliano memorie.

Come ci insegna Maria Montessori, è fondamentale sentirsi parte del tutto, proprio perché comprendiamo la nostra esistenza.

I bambini e le bambine lo vivranno in modo inconsapevole, ma semineremo piccole gemme nella loro appartenenza al mondo, per il loro futuro di adulti migliori.

5. Per sviluppare la creatività

I bambini che crescono immersi nell’arte sviluppano con più facilità la loro creatività, i sogni, l’immaginazione.

L’arte offre il ponte perfetto per la fantasia, permette alle connessioni cerebrali di aprirsi andando a formare collegamenti inaspettati e nuovi. Nutre il cervello sotto ogni punto di vista.

Come si fa a renderla un’esperienza appassionante?

1. Al museo fin da piccolissimi

In fascia, in passeggino, per mano, in braccio. Portateli! Prima si inizia e più per loro sarà un’esperienza normale, come andare al cinema, come andare a mangiare una pizza. Sarà parte di loro.

Se sono già grandini ma non li avete mai portati, rimediate! Non è mai troppo tardi per scoprire l’arte! Iniziate il prossimo week end, subito, non perdete tempo.

2. Scegliamo il modo giusto

L’arte si può scegliere di apprezzarla in due modi: di testa o di pancia. Valutate di volta in volta cosa vi viene meglio, mettetevi in ascolto dei vostri figli e delle vostre figlie e favorite la fruizione delle opere secondo le loro esigenze.

Scopriamo con loro i musei più interessanti, ascoltiamo le storie, cerchiamo di capire il senso di ciò che ci sta raccontando l’artista, ascoltiamo tutta l’audioguida.

Oppure se non vogliamo leggere ogni riga delle didascalie giriamo per le sale col naso in su, lasciandoci trasportare dalle emozioni delle pennellate, delle pietre ben lisciate, delle stranezze incomprensibili che osserviamo. Possiamo scegliere di vedere un museo con la pancia, seguendo le nostre reazioni interne. Va benissimo!

Oppure leggere o ascoltare le guide da cima a fondo, va benissimo! Ognuno come gli va!

3. Raccontiamo storie

Ricordiamo sempre che per i bambini le storie e le narrazioni sono vita.

Se ci troviamo in un museo molto ampio possiamo giocare con loro a indovinare cosa starà facendo quel personaggio, cosa starà pensando quella donna ritratta, possiamo andare alla ricerca di tutti i cagnolini nei quadri, possiamo inventare la storia del museo, usando la fantasia.

Raccontate storie con loro attraverso le opere che vedete

4. Cerchiamo i percorsi per bambini e bambine

In alcuni musei ci sono audioguide specifiche per bambini, vengono organizzati eventi appositi che coinvolgono i più piccini, al Louvre di Parigi per esempio viene fornito un gioco all’entrata per cui i bambini possono fare una caccia al tesoro con stickers, rendendo la visita entusiasmante! Informatevi, e dove possibile utilizzate questi servizi.

5. Giocare!

Nelle sale più sontuose possiamo sentirci re e regine del castello, possiamo scattarci foto accanto alle opere (ove consentito) provando a imitare le pose dell’opera d’arte.

Con le opere astratte o contemporanee possiamo divertirci a interpretare l’opera, a individuare animali, a dare un senso a certe forme.

Possiamo portare una piccola bustina con blocchetto e pennarelli e fermarci davanti ad alcune opere per riprodurre quello che vediamo, con i più grandicelli proponendo una sfida a tempo e scoprendo cosa ciascuno ha scelto di disegnare!

In famiglia possiamo disegnare delle opere segretamente, scegliendole da stanze definite, cosicchè i genitori possano fotografare tutte le opere, e poi a casa fare l’indovinello agli altri per vedere se riconoscono l’opera. Se rendiamo la visita un’esperienza giocosa la passione per i musei sarà assicurata!

La passione per l’arte va coltivata, cosa aspettate???

Ora chiudi tutto, prenota un museo!

Francesca e Sadia Safina

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