Si diventa genitori quando nasce un figlio? Oppure prima?

Quando, di preciso, da uomini e donne ci trasformiamo in una costellazione più complessa di emozioni e responsabilità che è l’essere genitori?

Ci sono 3 nascite, per arrivare a essere genitori:

1. OSSERVAZIONE

La prima nascita inconsapevole nasce con noi: nei nostri occhietti curiosi che osservano e crescono nella propria famiglia fin da piccoli, ridono, piangono, urlano, giocano. Vengono sgridati, maltrattati, amati, venerati, ascoltati o… lasciati soli.

E’ proprio così, i genitori che saremo vengono prodotti prima di tutto dalla nostra storia proprio vivendo, o non vivendo i propri genitori che dentro di noi bambini e bambine si impara cos’è un genitore.

Si osserva, si vive, e si assorbe.

I noi bambini che sono cresciuti in determinate famiglie vivono i loro genitori, o la loro assenza, e inseriscono tutti questi dati in una parte emotiva dentro di sé, inconsapevole.

E teniamo il tutto al sicuro per anni e anni per poi rivederlo sbocciare quando si aspetta un figlio o una figlia; sia che si aspetti un figlio dal cuore (le adozioni) che dalla pancia.

Il pericolo in questa fase è che le nostre sofferenze come bambini si cristallizzino e guidino la nostra realtà futura come genitori.

2. IMMAGINAZIONE

Nel momento in cui scopriamo di aspettare un figlio, nel momento in cui qualcuno ci dirà “hanno accettato la vostra richiesta di adozione”.

Il primo vero passo consapevole di genitorialità è il momento dell’idealizzazione. Abbiamo solo una linea rosa, una visita medica, un foglio firmato; eppure proprio in quel momento facciamo un altro scalino nella genitorialità. In questo momento nasce, per un altro pezzo, un genitore.

Cominciamo a costruire nella nostra testa un volto, un’immagine, un carattere, dei suoni, delle specie di video mentali che anticipano la realtà che sarà. E’ un meccanismo fisiologico, l’anticipazione fa parte dell’essere umano.

L’anticipazione è immaginario non deve diventare aspettativa, altrimenti si trasforma in gabbia.

3. REALTA’

La terza nascita avviene con l’arrivo del figlio o della figlia. In quel preciso momento tutti i pensieri sono obbligati a trasformarsi in azioni, in comportamenti, in abbracci. Ed è un altro originale capitolo, poiché alcune delle immagini costruite potranno andare in pezzi, molte altre si realizzeranno, altre ancora avranno bisogno di essere modificate per allinearsi con la realtà.

Propositi che si infrangono, speranze che si realizzano, insomma VITA VISSUTA.

Ed è il capitolo dove viene richiesto l’amore: quello puro, incondizionato. Dentro al nostro cuore è richiesta l’apertura di un nuovo pezzo, che prima non esisteva. L’amore immutabile e viscerale, l’amore scelto e coltivato ogni giorno, quello è vivere l’essere genitori.

E’ scegliere di lasciar andare i bambini feriti dentro di noi, farci pace, e lasciar fiorire i genitori che possono e devono amare, senza condizioni.

Questo è il lavoro più duro da fare, ma ce la potete fare. Ognuno di noi, può farcela.

Ci vuole solo una buona dose di coraggio!

Quando si sceglie di amare i figli, allora si è genitori davvero, e per sempre.

Un genitore nasce molte volte, ma vive e cresce solo quando AMA.

E ora basta leggere, vai e vivitela!

Francesca e Sadia Safina

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