Il linguaggio che usiamo con i nostri bambini e bambine è fondamentale.

Il linguaggio influenza il pensiero, e a sua volta ne è influenzato: è un dialogo interno ed esterno a noi stessi, sono mattoncini che costruiscono chi siamo e come leggiamo il mondo.

Il lessico familiare è una mappa per muoversi nel mondo.

Il modo in cui chiamiamo le cose spiega l’idea che ne abbiamo:

Insegniamo a rispettare tutte le fisicità, e poi mentre parliamo tra adulti diciamo “alla posta c’era una cicciona davanti a me…”, oppure lavoriamo sull’amore ma poi al primo nervosismo diciamo “se non la smetti te le do!”, cerchiamo di dare libertà e all’ennesimo errore diciamo “mi hai deluso”.

Perché?

Perché lasciamo che sia l’automatismo a guidarci, la velocità, la rabbia.

 “Sei sempre il solito, non ascolti mai, ma proprio non ti riesce, ma non ti vedi come sei grassa?, pensi di essere più furbo di me?”, etc etc.

Sono parole che feriscono, categoriche, frasi che non lasciano via di uscita, che trasmettono un giudizio, una delusione, un’incapacità.

Le parole vanno scelte!

Crescere figli felici, che si sentono in grado di essere ciò che sono veramente, di attivare la loro intelligenza e fantasia, che apprezzano i loro errori perché hanno imparato che sono fondamentali per imparare, ecco, questi saranno adulti capaci di stare bene nel mondo.

Trovando gioia nei momenti felici e coraggio in quelli più duri.

Per questo le parole che scegliamo di usare con loro sono importanti.

Non sempre è facile pensarle sul momento, lo sappiamo, ma dopo averle dette possiamo soffermarci.

Riflettiamo e domandiamoci

– Cosa volevo dire davvero?

– Cosa avrà provato mio figlio/a mentre dicevo queste parole?

– Se una persona mi dicesse quello che ho detto a lui/lei io come ci rimarrei?

– Potevo dirlo in un modo diverso?

Fatevi domande, e poi provate a cambiare qualcosa alla prossima occasione.

Qualche piccola ricetta: per le parole da evitare al 100% leggete il nostro articolo “Come stroncare i vostri figli in 5 frasi”, per le parole che nutrono e fanno bene invece potete leggere Qui.

Qualcuno può dire “ma là fuori c’è un mondo che non ha pietà, non sarà come tenerli sotto la campana di vetro?”

Assolutamente no! È proprio l’opposto!

Sarebbe come dire: dato che fuori è pieno di hamburgerie, patatine fritte e gelaterie a che serve mangiare sano a casa?

Costruiamo la base sicura e serena per loro, da cui potranno poi affrontare qualsiasi tempo esterno, tempesta, imprevisto, sfida della vita.

Francesca e Sadia Safina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *