Sono in 2, o in 3, o in 4. Sono diversi, ma anche uguali, inseparabili, ma anche incompatibili, sono vulcani in perenne esplosione, caos e confusione, rumore e silenzi.

I fratelli e le sorelle sono anime che crescono vicine.

Essere fratelli e sorelle a volte è dura, perché c’è quello che ingombra, quella che riempie. Perché crescere così vicini avendo il proprio spazio non è sempre semplice. Perché ogni volta ci sono esigenze e bisogni diversi e noi genitori ci interroghiamo, ma staremo facendo bene?

Alcuni punti fermi li abbiamo, il resto è amorevole improvvisazione!

Punto 1. Rispettiamo le differenze

Ogni figlio ha una sua identità e dovremmo riconoscere le differenze, senza pensare che ciò che piace a uno piaccia automaticamente all’altro. Riconoscere e rispettare le differenze ci permette di dare importanza alle unicità di ciascuno.

Le passioni possono essere diverse, i tempi di sviluppo, le capacità, i gusti, i pregi, le fragilità.

Per questo dobbiamo conoscerli e riconoscerli così come sono: non assomigliano a nessuno. Lasciamo la serenità delle differenze nella nostra famiglia!

Punto 2. Mai confronti. Mai

A scuola, sui progressi, chi ha parlato prima, chi è più socievole etc. Il confronto diretto fa sentire sminuiti, soprattutto il fratello o la sorella che è meno espansivo-brillante-coccoloso-etc.

Evitiamo i confronti sia davanti a loro che con amici e parenti.

Quando parliamo di un figlio, parliamo di lui o lei e basta, senza compararlo con gli altri di famiglia.

E proviamo ad ascoltarci: Come lo raccontiamo? Con amore, con stizza, con rabbia, con venerazione…? Perché lo facciamo? Per sentirci bravi genitori, perché siamo fieri, perché siamo spaventati, perché siamo stanchi e cerchiamo un appoggio?

Ricordatevi sempre che la roba di noi adulti è roba nostra, se siamo stanchi chiediamo aiuto, se siamo arrabbiati troviamo una spalla adulta, ma non infiliamo nelle nostre beghe i figli! Loro stanno fuori!

Punto 3. No a “Il grande” “Il piccolo”

Il più grande non può trascorrere l’infanzia sentendosi dire “su fai il bravo tu che sei il più grande”, né il piccolo sapere che può avere tutto perché è il piccolino di casa. NON POSSIAMO chiedere ai fratelli grandi di badare ai più piccoli, “pensaci tu”, “stai attenta a tua sorella”, etc.

Tutti i figli, grandi o piccoli, hanno il diritto di essere figli,

NON SONO I VOSTRI ASSISTENTI GENITORI!

Se l’affetto c’è sarà naturale che il più grande aiuti il più piccolo, senza bisogno che lo chiediate voi, in un clima di aiuto e amore i fratelli si aiutano spontaneamente. La cooperazione è innata!

Se abbiamo bisogno di “aiuto genitori” proviamo a riorganizzare meglio i tempi delle nostre giornate!

Punto 4. Relazioni esclusive

Ogni figlio ha bisogno di un pezzo di genitore.

Momenti da soli insieme, piccoli o grandi che siano, per costruire il rapporto e sentirsi amati in modo diretto, senza essere parte del gruppo “figli”.

Organizziamoci per trascorrere un po’ di tempo da soli con ciascuno di loro, facendo cose semplici o provando a scegliere attività che li fanno impazzire di gioia. Un gelato, il cinema insieme, fare la pizza, leggere un libro, costruire qualcosa, correre su un prato con un pallone, attaccare le figurine, cantare insieme a squarciagola.

L’importante è trovare qualche momento da soli, tutti per loro.

Punto 5. Ognuno il suo spazio

Non importa se è un angolo della cameretta, una stanza a parte, un cassetto. Ciascun figlio ha il diritto di avere un suo posto, anche se piccolo.

Un angolo dove tenere le proprie cose, gli oggetti preferiti, i regali speciali, i propri disegni attaccati.

Un luogo contiene e racconta l’identità, fin da piccolissimi. Quindi ok le ceste di giochi comuni, gli scaffali di libri per tutti, ma ricordiamo di allestire lo spazio speciale per ciascuno.

Punto 6. Litigare fa bene

Ci saranno momenti di lotta, di scontro, di baruffa. Lasciate che sia.

Litigare permette di conoscersi, di capirsi, di trovare il limite. Interrompiamoli solo se è a rischio l’incolumità (se le botte diventano violente), per il resto lasciamo che se la cavino. Se qualcuno viene in cerca di un abbraccio, accogliamo.

Se invece ci chiedono di risolvere il problema suggeriamo qualche spunto, ma lasciamoli fare da soli:

“Prova a parlare e spiega a tuo fratello come ti senti”, “Forse non vi siete capiti, cercate la soluzione insieme, vedrai che vi riesce”, “Ci può essere una soluzione che mette d’accordo tutti e due? Provate a cercarla”, e così via.

Anche farsi raccontare l’evento, restituendolo riraccontato con parole adulte può aiutare, segnalare la responsabilità di ciascuno, e sottolineare i sentimenti provati da tutti.

Facciamo emergere le emozioni, in un vero e proprio momento di allenamento ai sentimenti!

“Hai tirato il calcio perché ti sei sentito escluso?”

“Hai strappato il gioco perché eri triste a non poter giocare insieme?”

“E tu come ti sei sentito dopo questa cosa? Hai sentito rabbia”

“Hai risposto male perché eri tanto arrabbiato?”

Etc.

Se i momenti di scontro sono sani ci saranno poi anche i momenti di pace e di amore, magari alla fine anche delle belle risate!

Se così non fosse, forse qualcuno sta soffrendo e dobbiamo capire meglio, eventualmente chiedendo aiuto anche a un professionista.

Punto 7. Bambini e bambine vanno a fasi

Ricordiamocelo sempre. Hanno alti e bassi, momenti più docili e momenti più irritabili, periodi in cui dormono, mesi in cui non dormono, giorni in cui mangiano tutto e altri in cui non hanno appetito.

I nostri figli sono umani e, come noi, vivono momenti diversi.

Rispettiamo le loro fasi, reggiamo come adulti, ben fermo il timone, sena condannare. Se è dura per noi parliamone con altri adulti, chiediamo un appoggio, sfoghiamoci con amici. Ma non possiamo pensare che vada sempre tutto bene! (E nemmeno sempre tutto male).

Buttiamo via i MAI e i SEMPRE: altrimenti gli neghiamo di cambiare e di crescere. 

“Fa sempre i capricci”, “sei sempre il solito”, “non dorme mai”, “dai sempre noia a tuo fratello”… BASTA!

Fidiamoci che possano cambiare, sosteniamo le modifiche, incoraggiamo la crescita.

Punto 8. Le coccole non passano mai di moda

I momenti sereni nutrono sempre, facciamoli scivolare fuori anche nei momenti più tesi.

Un abbraccio, spesso, calma gli animi.

Gli scontri sono fisiologici, ma è necessario riportare la calma e l’affettuosità, e siamo noi genitori i primi a dover contaminare il campo di battaglia con l’amore.

Punto 9. Le risate non passano mai di moda

Siamo nel caos più totale? Incazzarsi ancora di più può solo far esplodere la bomba. Spariamo una musica allegra che distragga, infiliamoci sotto le coperte, buttiamoci in terra distrutte facendo finta di essere svenute (aiuta a respirare profondamente) e attendendo la reazione impaurita e stranita dei nostri figli per poi cacciare un urlo ululante che spaventa tutti ma fa anche tanto ridere, cominciamo a cantare a squarciagola ballando per casa (aiuta a buttare fuori l’emozione e scaricare il corpo) ignorando la ciurma impazzita, prendiamo tutti i figli come sono, le chiavi di casa e usciamo in strada a fare una corsa super veloce,

insomma, facciamo qualcosa che rompa lo schema di rabbia, che spezzi il clima pesante e allenti, stupiamoli! E lasciamo sgorgare una risata, un sorriso, che distende gli animi.

Vedrete come magicamente smetteranno di piangere, di picchiarsi, di fare muro.

Punto 10. Hai voluto la bicicletta? Pedala!

Avete costruito una ciurma molto ampia (3 figli, 4 figli, 5 figli…). Perché? Perché adorate le famiglie numerose? Perché vi piacciono i bambini? Perché in tanti è bello? Bene. Quindi se è stata una scelta smettiamo di lamentarci e fare le vittime, crescere figli è faticoso ma anche bellissimo! Godete dell’amore e quando va male stringete i denti. Impegno e passione, non scordatelo! E’ faticoso, siete distrutti, non avete mai un momento libero… passerà! I figli poi crescono e la fatica fisica diminuisce (ma non quella emotiva, quella resta sempre). Allargate i vostri cuori per dare amore a tutti, il cuore è fatto apposta! Fatevi dare una mano, organizzatevi bene tra nonni, tate, amici, etc. Ce la potete fare!

(Se invece il terzo figlio non era calcolato beh.. ormai è andata! Stare a lamentarsi non cambierà comunque le cose, ce la farete anche voi! Godiamoci il trambusto, i baci tripli, il rumore che non annoia mai).

Ora chiudi tutto, vai a divertirti e ridere insieme a loro!

Francesca e Sadia Safina

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