pianto neonati

Torniamo dall’ospedale, abbiamo partorito da pochi giorni.

Finalmente a casa, ma anche immediatamente sole!

Sarò una brava mamma?

E se non capisco cosa vuole?

E se non mi riesce?

Tranquillizziamoci subito: neanche i bambini appena nati sanno cosa vogliono.

O meglio.

Hanno bisogni fisiologici che devono interpretare, con il tempo.

In pancia tutto era immediatamente garantito: calore, nutrimento, protezione. Fuori tutto cambia.

A differenza della maggior parte dei mammiferi la capacità di un neonato di cavarsela da solo è inesistente. E questo perché il cervello umano ha talmente tante connessioni da sviluppare che ha bisogno di TEMPO.

I primi giorni non ci saranno orari, è tutto complicato, dobbiamo imparare insieme.

Poi pian piano si inizia a trovare un ritmo, sonno, veglia, sonno, veglia. Quello che serve nel primo mese è il nutrimento totale: latte materno, coccole e abbracci, nanne prolungate.

Dopo il primo mese cominciamo a conoscerci, vostro figlio, figlia si allenano ad ascoltare i bisogni e così dovremo fare noi.

Appena nati sono fusi con chi offre il nutrimento, attraverso le poppate, ma piano piano il loro compito è proprio scoprire di essere distinti.

E’ necessario un momento di vuoto attivo, una preziosa attesa,

così si stabilisce nella mente del neonato l’idea di una persona che arriva quando lui chiama.

Il piccolo, la piccola si scopre distinto dal seno, dalla mamma, inizia a scoprire di esistere, si sente reale.

Inizia a scoprire le sue esigenze, e a chiedere. Per ora con il pianto, poi pian piano con gesti e poi parole.

Se un genitore risponde subito a qualsiasi pianto o a qualsiasi comunicazione, il neonato non impara a riconoscere il suo bisogno, a capire il suo corpo.

In un rapporto autentico e vero fin dalla nascita esiste anche frustrazione, lotta, rabbia, conforto, armonia, consolazione, amore.E’ proprio così che inizia l’ABC delle emozioni.

Imparare a gestire le sensazioni negative è un allenamento continuo, per tutta la vita.

Siamo noi genitori a dare il via a questo percorso di crescita. Fin dai primi mesi di vita.

 

Quindi imparate ad aspettare, provate a capire, lasciate uscire il pianto che poi viene consolato.

Non stiamo parlando di minuti interminabili, ma di pochi minuti preziosi. In cui ci conosciamo sempre di più e impariamo uno dall’altro, troviamo ogni giorno nuovi modi per nutrirsi d’amore.

 

 

Ora chiudi tutto, ama!

Francesca e Sadia Safina

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