Casa Safina

STOP AI CAPRICCI IN 5 PASSI

I capricci non esistono.Esattamente. Ogni comportamento dei bambini ha un senso, è una comunicazione e in quanto tale ha bisogno di essere ascoltata e capita.

Il capriccio non è altro che un disagio o una difficoltà nel gestire una certa situazione, nel gestire un divieto, nel capire una regola; può essere una richiesta di attenzioni, una frustrazione per non essere ascoltati, uno sfogo emotivo di fronte ad un bisogno inascoltato.

I pianti illimitati vanno assecondati? Assolutamente no! Ma vanno capiti e contenuti con amore.

 

I 5 ingredienti per gestire un “capriccio”:

1. Far sentire COMPRESI.

A voce bassa e dolcemente dire “Capisco. Capisco che questa cosa ti faccia arrabbiare, forse sei triste adesso” “mi sembri molto arrabbiata, e anche stanca”, “io ti capisco”.

2. Non far sentire SOLI:

Offrire sempre un abbraccio. “Io sono qui, vuoi un abbraccio?”, oppure provare direttamente ad abbracciarlo, abbracciarla. Gli abbracci contengono, fanno sentire accolti e hanno anche un effetto calmante sull’attivazione del sistema nervoso, imbizzarrito durante il pianto.

3. LIMITI:

Ribadire l’importanza della regola data, con amorevolezza. Spiegare il perché del divieto o del comportamento dell’adulto. Con poche e semplici frasi, confermando il comportamento avuto. Con calma. Pacatezza.

“Dobbiamo fare la spesa proprio adesso, lo so che a volte è noioso ma è importante andarci ora”

“Lavarsi i denti è importante perchè sennò ci vengono i bachini e bisogna andare dal dottore”.

4. RIDERE:

Solo dopo aver agito i punti precedenti si può procedere con il distogliere l’attenzione.

Le frasi “adesso smettila” oppure “ora falla finita” non serviranno a niente.

I bambini hanno bisogno di limiti, che ancora non sanno darsi da soli. Ed è compito proprio dell’adulto dare il limite giusto, al momento giusto, ma nel modo giusto per il bambino, con leggerezza.

Dopo aver fatto sfogare e fatto sentire sostenuti si può passare al vero trucco, far ridere.

Ridere è la chiave per aprire tutte le porte con i piccoli, poiché è la loro linfa vitale.

Quindi via alle “stupiderie”, create un nascondino estemporaneo, fate le facce (di solito irresistibili), iniziate a balzellare per un finto mal di piedi procurato da una malattia esantematica dal nome improponibile, simulate un episodio di pizzicore acuto con bolle invisibili, insomma, qualsiasi idea bizzarra vi venga in mente per alleggerire il clima e cambiare argomento. Ripetiamo, solo dopo averlo affrontato.

5. RIFLETTERE:

Cercare di capire l’origine del capriccio. Interrogarsi su cosa stava succedendo in quella situazione che il bambino o la bambina non riusciva a capire, non poteva gestire. Capire cosa io genitore stavo sbagliando e provare, in una prossima volta, a non ricreare quella stessa situazione. Evidentemente non funziona.

(Ogni giorno un impegno diverso? Magari lasciarli liberi ogni tanto?… Sempre di fretta e a corsa? Meglio organizzarsi con più calma?… )

 

Proviamo a capire i loro bisogni, ad avvicinarci a loro. Cerchiamo di organizzarci meglio, non trascniamoli sempre a fare commissioni e cose da adulti, proviamo a dedicare loro del tempo senza essere sempre di corsa. Probabilmente i capricci diminuiranno…

Francesca e Sadia Safina

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