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BAMBINI FUORI DAL LETTO! VI SPIEGHIAMO PERCHE’

letto figli

Dormire nel lettone tutti insieme fa bene? Fa male? Fa dormire meglio? Fa sentire amati?

Tra mamme e papà ci sono le due fazioni opposte e contrapposte:

I genitori Mai-e-poi-mai-nel-lettone-cascasse-il-mondo!

I genitori dormire-insieme-fa-bene-a-tutti-psicologi-che-ne-sapete-voi!

 

Fa bene ai bambini e alle bambine, fa bene alla coppia, fa bene alla crescita sana di tutti.

Noi pensiamo una cosa sola: ognuno nel suo letto.

Eccovi spiegati i perchè di questa scelta, prendete appunti…

 

FA BENE A LORO

In molte delle culture del mondo si considera una risorsa la vicinanza fisica tra genitori e figli. Anzi, diciamo pure tra mamma e figlio, poiché nella maggior parte delle culture sono le madri ad occuparsi della cura dei figli e delle figlie.

Chi sostiene il cosleeping, quindi, asserisce che stare molto vicini di notte faccia bene ai figli.

Ma se sosteniamo questo principio, care mamme, vogliamo vedervi andare a lavorare con il bambino attaccato al vostro corpo, a 6-10-12 mesi. E anche a 2-3-4 anni. I bambini delle culture africane quasi sempre vivono i primi anni della loro vita come fossero piccoli koala attaccati alla mamma, anche di giorno. Vivono in famiglie allargate con la presenza di molte figure di riferimento, con una grande squadra a crescerli. Avete presente il detto “per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”? Ecco, quello.

Scommetto che nessuna di voi vuole vivere con il figlio appiccicato 24 ore su 24, giusto? Siamo popoli e generazioni diverse, non possiamo considerarci allo stesso modo. Andiamo a lavorare in autonomia, usciamo la sera con le amiche, ci prendiamo degli spazi per noi, li lasciamo alle baby sitter, all’asilo, alla scuola dell’infanzia. Cose pressochè inesistenti in altre culture.

Quindi utilizzare a occhi chiusi un’idea culturale che ci sembra bellissima, senza capirne il senso e decontestualizzandola, ci priva della possibilità di scelta.

Dunque, abbiamo già capito che il valore culturale del dormire attaccati si perde in gran parte se durante le sedici ore diurne non passiamo lo stesso tempo in simbiosi.

 

Ci sono moltissimi racconti di bambini che dormono tranquilli nei loro letti, e altrettanti di bambini che invece fanno passare ai genitori notti insonni. Quindi anche l’esperienza diretta degli altri genitori non ci è sufficiente per scegliere il modo migliore.

 

Quando ci viene detto che “i bambini hanno bisogno del nostro contatto” la prima domanda che noi facciamo è:

ma di giorno cosa fate?

Eh sì, perché spesso ci nascondiamo dietro al NOSTRO bisogno di dormire insieme con loro perché durante il giorno non ci siamo mai e, se ci siamo, abbiamo molte cose da fare tra cui stirare, cucinare, passare l’aspirapolvere, mandare mail, stare alla tv, guardare il telefono, sclerare col marito o la moglie!

E’ chiaro che l’unico momento da passare al 100% con i nostri figli sia la notte!

Perché in quel momento siamo OBBLIGATI a stare insieme a loro e nient’altro.

CAPITE? NON E’ UNA VERA SCELTA.

La scelta coraggiosa non è dormire con i vostri figli, ma ESSERE con i vostri figli durante il giorno.

Nelle ore in cui siamo insieme godercele al 100% lasciando le faccende di casa in altri orari. E nel week end significa dedicare loro del tempo, ragionevole (non stare appiccicati per forza a giocare insieme 48 ore!).

La scelta coraggiosa è ASCOLTARLI DAVVERO quando ci parlano, essere curiosi del loro mondo interno. E scoprirlo man mano che loro ce lo mostrano.

La scelta coraggiosa è RIDERE insieme e far vivere, di giorno, un clima sereno ed equilibrato. Fatto di sì e di no, fatto di molto amore e poche ma sane regole.

La scelta coraggiosa è ABBRACCIARSI, STRINGERSI FORTE durante il giorno,

dirsi “Ti voglio bene” e non far mancare loro nessuna coccola che gli serve.

 

Non legateli a voi col doppio nodo, facilitate le loro abitudini notturne, la bellezza della loro cameretta, dei loro ritmi..

Lasciategli la magia di scoprire loro stessi, attraverso lo stare da soli e l’accettazione delle loro paure, notte dopo notte, con coraggio e sapendo di poter sempre contare su di voi.

 

FA BENE A NOI

 

La coppia

Una coppia viene prima di una famiglia con figli.

Se i figli nascono, solitamente, è per l’amore di due persone. Troppo spesso ce ne dimentichiamo e viviamo la famiglia come un monolite d’amore a 3 o 4 voci dove a nessuno è più consentito essere individuo.

E così facendo si perde, oltre che se stessi, la magica coppia che ha permesso la formazione del trio. La coppia, se vogliamo continuare a farla vivere, deve essere continuamente sostenuta e coltivata, anche la notte.

Il lettone è il luogo sacro di babbo e mamma, è fatto per due,

abbastanza grande da permetterci di muoverci ma abbastanza piccolo da permetterci di cercarci.

Con i figli che crescono nel mezzo al letto, di notte, si perdono le mille sfumature della coppia quali il cercarsi in sogno, sentire i respiri, farsi una coccola sbadata, due piedi gelati che si toccano, essere svegliati dal sogno dell’altro, spengere la luce insieme, darsi il buongiorno in intimità e autonomia, fare l’amore appena possibile.

Non cancellate con un colpo di spugna tutto questo, non lasciatevi trascinare dalle convenzioni che dormire nel letto con mamma e papà non abbia mai fatto male a nessuno, non seguite quello che è più fattibile.

Impegnatevi per trattenere la vostra coppia unita, non mollate! Non regalate la vostra intimità del letto ai vostri figli. Non ne hanno assolutamente bisogno, né loro né voi.

Genitori separati, Genitori Single

Merita un’appendice speciale il caso di genitori che vivono la notte da soli coi figli, per varie ragioni. La tentazione di dormire insieme è forte, lo sappiamo, specie quando metà del letto è vuota. Ma, anche in questo caso, state costruendo una situazione molto pericolosa per i vostri bambini e bambine, poiché loro, dentro, sentiranno di dover sostituire in qualche modo la mancanza che avete, di dover riempire quel letto, di dovervi proteggere perché siete soli o sole.

Troppo spesso ci ritroviamo con figli e figlie che in adolescenza non riescono a svincolarsi dal genitore solo, perché ci sono sempre stati e perché si sono sentiti investiti di quel ruolo, dei protettori di mamma o papà.

Quando c’è un genitore solo l’attenzione a lasciare i ruoli separati deve essere massima, ancor di più con la definizione dei letti.

Se vi fa strano rimanere soli togliete un cuscino, lasciatene uno solo e piazzatelo nel mezzo, così da riempire tutto il letto. Se la sensazione di letto mezzo vuoto vi fa sentire ancora più soli dovete fare i conti con questo disagio, è SOLO VOSTRO e non può e non deve ESSERE CARICATO SUI FIGLI, aspettandosi che siano proprio loro a riempirlo.

 

E non usate la scusa del “ma lei/lui vuole dormire con me”: è il genitore che decide; se il genitore è convinto un figlio si adatta nel giro di pochissimi giorni.

Vostro figlio sta solo parlando al posto vostro, perché voi non avete il coraggio di dormire da soli.

E loro queste paure le sentono, come segugi.

Liberatevene, e liberate loro.

 

OCCASIONI SPECIALI: LETTONE Sì

La regola chiara dei letti non significa che, in occasioni speciali, durante malattie, in serate in cui facciamo uno strappo alla regola, non si debba mai dormire insieme.

Se la decisione è condivisa e con motivazioni importanti, si può certamente farlo, sempre che resti l’una tantum.

Così come non ci sogneremmo mai di cenare ogni sera sul divano, ma se per una volta vogliamo farlo e rendiamo speciale una serata trasgredendo ad una regola importante, mangiando pizza davanti alla tv, questo è bello e divertente, perché definisce chiaramente la regola sana per crescere, che per una volta è sanamente trasgredita per il gusto di farlo, di sentirsi liberi e divertirsi in famiglia.

Francesca e Sadia Safina

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