Casa Safina

I TEMPI DEI BAMBINI

bambini montessori

Svelto, corri, andiamo!, sbrigati, forza!, dai!

Spesso nella giornata di bambini e bambine tutto avviene in fretta, dalla mattina quando viene svegliato, alla sera quando va a letto.

Questa modalità di vita però non consente al piccolo, ma nemmeno ad un adulto, di vivere le esperienze in modo adeguato e soprattutto utile alla sua crescita.

Oggi, per un genitore, scegliere di fare in modo che ogni momento, ogni proposta dell’adulto rispetti i tempi del bambino non è semplice, anche perché ormai

siamo noi adulti stessi ad essere condizionati dallo scorrere velocissimo

che la società richiede loro in tutte le situazioni.

Ma questa, o almeno intanto la consapevolezza di questo, è cosa indispensabile per un sano ed equilibrato sviluppo dei propri figli.

Certe scelte educative come questa  richiedono comunque di andare controcorrente, sono dense di consapevolezze genitoriali, come cercare di far scoprire ai bambini dei tempi dilatati nella loro giornata, sconosciuti a loro purtroppo fin da piccoli.

Abbandonare gradualmente l’idea del “tutto e subito” e rischiare la noia?

Forse si, se il bambino non è sostenuto da un adulto assolutamente deciso in questo tipo di scelta. In questo tipo di organizzazione di vita.

Rifiutare il riempimento continuo della giornata con proposte e attività che un genitore si trova a cercare su internet e a fare come se fosse un animatore di un baby club a casa sua, la presentazione continua e senza sosta di attività da fare nel weekend per sopperire alle mancanze settimanali e al poco tempo trascorso con i propri figli, la ricerca sfrenata di compagnia sempre e comunque per non stare soli con il proprio figlio.

Ciò crea solo individui che, oltre ad adeguarsi passivamente a ciò che si inventa l’adulto, non riescono poi a rielaborare le esperienze, a riflettere su di esse, a porsi domande, ad incuriosirsi, a rendersi autonomi davanti ad un tempo proprio, davanti ad un tempo durante il quale restano da soli, fino da neonati.

Non siamo animatori del mini club, siamo GENITORI!

Ma mettere in pratica una scelta educativa di questo livello non significa vedere un adulto che con le parole cerchi di far comprendere ai bambini che l’attesa è importante, ma di un adulto che imposti la giornata affinchè i tempi, l’attesa delle cose che succedono, siano parte inscindibile della sua vita.

Sono infatti le situazioni che proprio per loro natura portano i bambini a capire l’importanza del saper aspettare, un tempo dettato dall’operatività, dal fare, dall’agito, il tempo che impiega la colla a seccare, il tempo della relazione che è quello che impiega l’adulto ad ascoltare i bisogni dei figli, tempo che ogni figlio deve essere sicuro di ricevere per essere garantito e sentirsi sempre sicuro.

Si può parlare di tempi dilatati dove c’è un’educazione alla pazienza, in cui si fanno meno attività con i genitori ma curate di più, approfondendole in modo che il bambino in questa profondità scopra tante strade intrecciate da conoscere per realizzare un gioco o un prodotto perché il tempo lo permette. L’iperattività, il cambio continuo di attività senza nemmeno terminarle, la fretta, fanno intravedere molto meno, quasi niente, di cosa stiamo facendo, limitano la creatività personale, avvicinano al conformismo, all’appiattimento, annientando curiosità e motivazione.

L’errore è un’occasione di vita

Se il piccolo inizia presto a vivere attivamente e da protagonista molte esperienze si avvicina anche presto alla possibilità di sbagliare, l’errore, grande opportunità in questa ottica educativa, ma vissuto invece tradizionalmente come fallimento da molti adulti che purtroppo contaminano i loro piccoli con sentimenti ansiogeni, di paura, di frustrazione.

Se il tempo educativo resta dilatato, è proprio l’adulto che può dare la possibilità al bambino di capire che nel suo percorso di conoscenza e scoperta esiste la possibilità di errore, di riflettere, di valutare il suo prodotto qualsiasi esso sia (una costruzione, un puzzle, un disegno, un gioco simbolico, fino ad arrivare ad un prodotto scolastico), di ritentare, di scoprire e valorizzare il suo processo rispetto ad un risultato. Il bambino o la bambina può scoprire che da un errore nasce qualcos’altro di interessante. Ma qui sono gli adulti che devono essere prima di loro educati a sentirlo.

Il tempo lungo e  la  relazione con l’altro sono strettamente legati:

il tempo lungo implica che la relazione sia significativamente più profonda.

C’è l’ascolto, il capire che anche in una conversazione a due ci possono essere idee diverse dalla propria rispetto ad una stessa situazione, fra fratelli, fra genitore e bambino, fra genitori. Il parlare insieme, senza sovrapporre le parole (ormai abitudine quasi persa completamente!), il capire che un problema di qualsiasi tipo può avere diverse soluzioni che emergono solo se il tempo permette loro di essere espresse. La diversità delle idee, delle strategie di pensiero e di azione, delle emozioni come opportunità per aprirsi al mondo, per conoscerlo insieme, ognuno a modo suo.

Ma per una relazione importante fra adulto e bambino serve tempo, davvero tanto tempo.

Il tempo che permette di ricevere informazioni significative sulle cose e sulle persone, di accettare il confronto, di riprovare e tentare, di sentirsi bene davanti alla propria immagine per non sentirsi inadeguati se un prodotto non riesce spontaneo, ad essere pronti e disponibili alla collaborazione mettendosi in gioco perché ci sentiamo riconosciuti dall’adulto, garantiti nei nostri diritti e ascoltati. E’ importante fare ciò che si fa in situazioni di piacere e benessere, piacere di imparare, di capire, di conoscere nei tempi giusti per i bambini..questi sono i tempi dilatati!

Il tempo e lo spazio sono importanti e salutari per la crescita dei nostri bambini e bambine. E’ fondamentale per loro la ricerca, l’esplorazione che alimentano la naturale curiosità e che induce sorpresa, interesse, motivazione.

C’è scoperta nella misura in cui è alimentata la possibilità di esplorazione: apprendere come trovarsi davanti ad un reticolo di strade con nodi problematici e permettere ai bambini di immergervisi dentro lasciando noi adulti il tempo ai piccoli affinchè le cose accadano, anche rinunciando al progetto che avevamo in mente per quel pomeriggio.

Accompagnare i bambini nelle loro scoperte, intuizioni, previsioni, accogliendoli e non prevalicandoli velocemente con le nostre risposte.

Dare la possibilità ai bambini di poter fare un percorso di crescita in cui l’idea di un pensiero autonomo e libero dai condizionamenti possa essere un sottile desiderio che li accompagni nella vita.

I tempi morti allora non fanno più paura, non sono condannabili perché pericolosi. La noia fa parte di tutto ciò, un momento di noi si può trasformare in un momento di creatività, nascono idee in silenzio!

Permettono al bambino di riappropriarsi del tempo per riflettere, di orientarsi in un processo esperienziale. I tempi morti così non annoiano perché sono ricchi di pensieri!

 

E ora basta leggere, vai e vivitela!

Francesca e Sadia Safina

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