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PAROLACCE: COME REAGIRE?

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Come reagire alle parolacce dei nostri figli e figlie? Sgridarli, ignorarli..riderci su…

Una parolaccia, in un bambino sotto i 6 anni, è l’emulazione di un adulto, quindi…

 

1. Non diciamo MAI parolacce in casa!

Se siamo noi per primi a dire sempre brutte parole, bestemmie, offese, non possiamo pretendere che loro non facciano altrettanto!

La lingua italiana ha milioni di sfumature: usatele!

Perbacco!, Oh cavolo!, Mannaggia! Perdindirindina! Acciderbola! E via così…

Inventate, se volete, esclamazioni di sfogo senza parole brutte, così da riderci anche su, dopo che le avete pronunciate (e la rabbia del momento sarà alleggerita dalle risate del piccolo umano accanto a voi..). Potete anche ispirarvi ai cartoni animati e alla fantasia… eccovi qualche spunto:

Oh melograno!, Santa polenta!, Per la minestra!, Santo paperino!,

E non usate la scusa del “mi viene spontaneo”, dubitiamo che alla riunione di lavoro col capo, dopo la partaccia per i mancati risultati, vi sognereste mai di rispondere “ma che ca**o!”

Siete adulti, avete un fantastico lobo frontale nel cervello che vi permette di castrare i vostri istinti aggressivi….usatelo!!

 

2. Reazione ferma e seria.

Che abbia 16 mesi, 3 o 7 anni. La parolaccia non va mai lasciata andare facendo finta di nulla, perché sarebbe come autorizzarla. E soprattutto, per piacere, la risatina e lo sguardino no!

Come si fa: Occhi negli occhi, sguardo serio ma non arrabbiato, né scherzoso.

“La parola che hai detto è molto brutta, offende le persone. Non mi piace. Non la dire più, per favore”.

Stop. Non ci sono altre spiegazioni da dare, non si fa e basta. E’ una regola ferma.

Ma come fare quando, apparentemente apposta, la ripetono dopo il no?

A quel punto si ignorano.

Avete già sottolineato con fermezza che le parolacce sono molto brutte, loro hanno capito, ma vi stanno sfidando. Cambiate stanza, allontanatevi, come a far capire che non condividete il comportamento.

Se insistono ancora è il caso di metacomunicare:

“Ti stai prendendo gioco di me, ma questo non è un gioco e questo comportamento mi fa davvero pensare che tu non voglia ascoltarmi, e questo mi dispiace molto”.

 

3. Niente pettegolezzi

Non parlate dell’evento con amici e parenti davanti al bambino o la bambina, come fosse un aneddoto.

Questo sottolineerebbe il divertimento nel dire parolacce, un gioco di cui ridere con gli amici. Parlatene e rideteci su, se volete, ma in assenza del diretto interessato.

 

Le parolacce sono una sfida ai genitori, per crescere.

La sfida deve essere accettata con coraggio e contenuta, mai ignorata o derisa.

 

Francesca e Sadia Safina

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