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FIGLI CELLULARE-DIPENDENTI: 5 PASSI PER RIPRENDERE IN MANO LA SITUAZIONE

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Sta ore e ore col telefono in mano. E noi proprio non sappiamo cosa fare.. Ma davvero?

1. È normale che un adolescente si alieni

utilizzando gli strumenti che la società mette a disposizione. Negli anni 80 c’era la disco music, negli anni 90 il televisore, negli anni 2000 le chat, oggi WhatsApp, Snatchap, Facebook e compagnia bella. Quindi iniziamo dal dire che è giusto fare la guerra alle tecnologie, ma un po’ di sana alienazione fa parte dell’età.

2.  Ci vogliono regole.

Quelle che abbiamo sempre dato loro fin da piccoli, ovviamente rinnovandole per ogni momento di crescita, ma coerenti. Servono certezze. Poche ma sicure. Servono adulti che rasserenino. E le regole non possono darsele da soli. Le regole, anche sull’uso del telefonino, le stabiliscono i genitori, mettendosi d’accordo tra di sé, e poi negoziandole con i figli. Ma l’ultima parola rimane dei genitori. Sempre. Altrimenti che adulti di riferimento siamo, se mollemente cediamo? Se abbiamo solo paura di nominarle queste sante regole! Per noi vale che a tavola non si sta col cellulare. E questo deve valere sia per gli adulti che per i ragazzi. Punto. E dopo le 22,00 cellulari tutti spenti. E così deve essere.

3. Ci vuole l’amore.

Se i figli si sentono vuoti non riescono a staccarsi dallo schermo allettante. Ci vogliono genitori più pieni, più presenti, più attenti, più coinvolti. Si sta parlando dei vostri figli e figlie! Non pensate che non abbiano più necessità del vostro nutrimento affettivo, coccole, baci, non è così (anche se loro lo fanno sembrare). Non smettete di passare del tempo con loro, divertitevi! Lasciatevi coinvolgere nei loro giochi, ascoltate la loro musica, viveteli davvero, nei loro malumori, scoprendo le loro passioni! Non sono alieni, sono sempre i vostri figli!

4. Password vietate.

È diritto (e dovere) di un genitore poter avere accesso, SU RICHIESTA, al telefono del proprio figlio o figlia minorenne.

Mai farlo di nascosto da loro, ma chiedere e farlo insieme.

Vigilare è importante, infiltrarsi nella privacy dei vostri figli è ingiusto.

5. E voi che esempio date?

Noi adulti siamo fissi al telefono, a chattare, a fare foto. Siamo noi i primi ad averlo sempre addosso, sempre in mano, a non poterne fare a meno. Prima di condannare loro osserviamoci, e facciamo qualcosa!

 

E poi ci spiegate perché tutto questo deve incominciare con il regalino della prima comunione? Un bel telefonino nuovo di zecca, Apple, da 600 euri minimo, da tenere addirittura spento ma nello zaino a scuola. Ma ce ne rendiamo conto signori? Il regalino della prima comunione ormai è questo, categorico, per tutti. Per noi tutto ciò è semplicemente incommentabile, lontano da ogni nostra concezione di educazione e crescita sana dei figli e figlie. Noi non crediamo nell’uso della tecnologia senza limiti né tempi, né per gli adulti né per i bambini.

Negoziare regole con i propri figli e figlie è qualcosa di davvero delicato e difficile, ma se questa è un’abitudine che cresce con voi e loro ciò che stabilirete insieme anche in età difficili come l’adolescenza sarà frutto di una strada che avrete intrapreso, sarà frutto di scelte consapevoli.

 

Quindi tirate fuori il coraggio, continuate ad essere gli adulti, continuate a dare amore.

Per il super telefono c’è tempo.

Francesca e Sadia Safina

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