Casa Safina

Cosa hai fatto oggi? NIENTE. Come farsi raccontare la giornata

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La mattina sveglia di corsa, tutti a scuola e a lavoro. “Quanto mi manca”… dopo 9 ore che non lo vedi torni a casa col sorriso sperando che la tua creatura ti renda partecipe della vita in cui ha vissuto la tua assenza raccontandoti i dettagli della sua giornata e…?

NIENTE. La risposta è sempre niente.

Com’è andata a scuola? BENE.

Bene. Nient’altro.

E quanto ci rimaniamo male?

E come si può cambiare? Abbiamo noi alcune strategie da raccontarvi! Sentite un po…

1. Esserci per davvero al ritorno a casa.

Se torniamo a casa ma la testa è ancora a lavoro, se siamo talmente stanchi da non avere quasi voglia di parlare i nostri figli e figlie, loro lo sentono, e percepiscono l’impossibilità di avere un’attenzione vera dei genitori. E ne fanno a meno. Se non riusciamo ad aprire bocca non pretendiamo siano loro a farlo al posto nostro. Aspettiamo magari domani. Quando invece riusciamo ad esserci, per davvero, facciamoci coinvolgere nel loro mondo, nel loro gioco, dedichiamoci almeno mezz’ora o un’ora completamente a loro entrando delicatamente in quello che stanno facendo.

2. Raccontare noi per primi la nostra giornata,

mentre giochiamo sereni e tranquilli con loro, parlandogli di noi:

“Sai cosa mi è successo oggi? ….”

Trovate aneddoti che possano piacere loro, piccoli dettagli di come vi siete sentiti durante la giornata, momenti emozionanti nel bene e nel male o molto divertenti:

“Ho finito tutto in tempo ed ero così felice!”

“Oggi il capo si è arrabbiato con me, avevo sbagliato delle cose e allora mi sono intristita. Poi ho pranzato con Loredana e abbiamo riso e sono stata meglio. Tu oggi hai riso qualche volta?”

“Oggi mi sei proprio mancata. Hai visto che bel sole c’era? Mentre ero in pausa sono stato in terrazza a godere il calduccio… che meraviglia!”

Fatelo ogni giorno, al vostro rientro a casa.

Coinvolgeteli nel vostro tempo senza di loro, e loro, in modo naturale, faranno altrettanto.

3. Tenetevi i sensi di colpa!

Non possono essere loro ad espiare i nostri sensi di colpa se noi siamo via tutto il giorno per lavoro. Non possiamo pretendere ci facciano il riassunto della giornata per recuperare le ore lontani. Impariamo ad apprezzare le ore insieme, piuttosto che disperarsi per le ore separati.

4. Ogni persona è un mondo a sé, e lo è pure un figlio.

Non pretendete la trasparenza di loro stessi, potrebbero non aver voglia di dirvi nulla, potrebbero voler tenere il mondo scuola un po’ per sé. Non obbligateli a parlare, a raccontare. Non chiedete a forza. Anzi, non chiedete affatto. Lasciate siano loro a sentire la voglia di dire, dopo aver ascoltato il vostro entusiasmo di raccontare la vostra.

 

Ascoltate anche i loro silenzi e RISPETTATELI.

 

 

 

 

Adesso alza gli occhi, molla tutto, ama!

 

Francesca e Sadia Safina

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